Chiude l'edicola di piazza Fabbri, Confcommercio: "Un piano per evitare la chiusura di storiche attività"

"La chiusura dell'edicola storica di piazza Fabbri, una delle quattro che hanno abbassato la saracinesca in un fazzoletto di spazio nel cuore della città", osserva il presidente Confcommercio cesenate Augusto Patrignani

Un piano mirato per contrastare la chiusura di botteghe storiche e negozi al dettaglio, nell'ambito della messa in atto degli interventi migliorativi sul centro storico suggeriti dalla indagine di Iscom Group commissionata da Comune e Zona A. E' quanto chiede Confcommercio cesenate. "La chiusura dell'edicola storica di piazza Fabbri, una delle quattro che hanno abbassato la saracinesca in un fazzoletto di spazio nel cuore della città - osserva il presidente Confcommercio cesenate Augusto Patrignani - non può non indurre a una riflessione. La perdita di un'edicola rappresenta il venir meno di un presidio non solo commerciale, ma di civiltà e di cultura: la diffusione dell'informazione cartacea resta nevralgica e insostituibile per lo sviluppo della nostra comunità e per la qualità della vita delle persone".

"Nella geografia urbana di Cesena le edicole da sempre sono un tassello importante, che identificano il quartiere e la zona in cui sono collocate : un centro di servizi e relazioni - prosegue Patrignani -. Bisogna pertanto fare di tutto per mettere nelle condizioni di chi esercita questo mestiere e di chi è disponibile a rilevare attività che chiudono, come è avvenuto in piazza Fabbri e prima ancora in piazza della Libertà e alla Barriera, di poterlo fare in agio e condizioni favorevoli. In particolare all'interno del progetto delle tre piazze che dovrebbe essere realizzato a partire dal 2018 è necessario valutare con cura, sin da ora, la collocazione migliore del chiosco dell'edicola sotto il profilo del passaggio, rendendo appetibile l'eventuale e auspicato subentro, per impedire che piazza Fabbri e la zona del palazzo del Ridotto resti sguarnita. Proprio lì, accanto al Suffragio sorse nel 1882 la prima edicola cittadina e la sua discendente che ha chiuso i battenti il 31 dicembre, ha tutti i requisiti per essere considerata bottega storica".

"E' importante aprire il confronto su questo problema - aggiunge Patrignani - rimarcando che gli interventi progettuali riguardanti le zone terziarizzate della città debbono avere come requisito prioritario la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione delle attività, attorno e non a discapito delle quali debbono essere disegnati i  nuovi scenari urbanistici. Le attività commerciali non debbono essere sempre le prime a rimetterci. Non va creata una città museo da visitare, ma una città da vivere, fruibile, in cui il passaggio sia costante e copioso. Abbiamo l'opportunità per farlo nell'ambito del confronto e della fase che si apre  per apportare gli interventi migliorativi al centro alla luce delle risultanze emerse dall'indagine di Iscom Group, che deve dedicarsi anche ad affrontare la questione di favorire il reinserimento di nuove edicole in centro storico".

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