La Chiesa Avventista dice no al gioco d'azzardo: "Piaga sociale, offriamo un'alternativa ai ragazzi"

Lanciata l'iniziativa "Io gioco davvero" in occasione di Pranzassieme. Il vicesindaco Battistini: "La legge regionale anti-slot sarà applicata"

Il vicesindaco Carlo Battistini presente a "Pranzassieme"

"Io gioco davvero", contrastare il gioco d'azzardo, in preoccupante crescita, non solo proibendo, ma anche offrendo delle alternative ai giovani, i soggetti più a rischio che possono cadere in questo vizio "invisibile". Può essere riassunta così l'iniziativa lanciata dalla Chiesa cristiana avventista di Cesena e finanziata grazie all'8x1000. 

Il progetto è stato illustrato nel corso di "Pranzassieme" arrivato alla decima edizione, che ha visto la partecipazione di tanti cittadini del quartiere Fiorenzuola. Non sono voluti mancare all'appuntamento il presidente della Provincia Gabriele Fratto e il vicesindaco Carlo Battistini.
"Il gioco d'azzardo è diventata una piaga sociale - ha sottolineato Catia Drocco - responsabile comunicazione della Chiesa avventista - sempre più spesso i giovani cadono nella trappola e diventano dipendenti. Molto spesso è una dipendenza invisibile. Non basta dire 'non giocate', bisogna offrire delle alternative, questa è la missione del nostro progetto".

Da qui l'idea di lanciare un bando a cui possono iscriversi tutte le associazioni dilettantistiche del territorio iscritte al Coni, c'è tempo fino al 15 marzo. "L'anno scorso - sottolinea Drocco- hanno partecipato più di 50 associazioni. L'unica cosa che chiediamo è che l'associazione non riceva finanziamenti dall'indotto dell'azzardo". Ai giovani sportivi viene chiesto anche un video di sensibilizzazione da rivolgere ai coetanei per convincerli a stare lontani dall'azzardo. A luglio due giurie faranno una valutazione dei migliori progetti di sport e inclusione. Al primo classificato saranno destinati 8 mila euro, al secondo 5 mila euro  e al terzo 2 mila.

In prima linea contro il gioco d'azzardo anche il vicesindaco Carlo Battistini: "Ci siamo impegnati affinchè nel contratto di concessione dello stadio al Cesena, fosse previsto il divieto di pubblicità di società del settore dell'azzardo. In vista dei campionati Under 21 lo abbiamo chiesto alla Federazione ma non ci siamo riusciti. E' stato un grosso rammarico ma non potevamo rinunciare a un evento così importante per il territorio".

Il vicesindaco ha poi sottolineato che "la legge regionale sarà applicata, e i locali che hanno slot machine a meno di 500 metri dalle scuole, alla scadenza della concessione,  dovranno o toglierle o spostarsi. In questo momento stanno arrivando molti ricorsi ma non arretriamo su questa battaglia contro il gioco d'azzardo". "C'è bisogno di particolare attenzione- ha aggiunto il presidente della Provincia Gabriele Fratto - contro le ludopatie. Bisogna impegnarsi per applicare la legge regionale, tenere le 'orribili' macchinette lontane dai luoghi sensibili. La Provincia è ridimensionata ma mantiene una competenza in materia di scuola, e la faremo valere"

I dati sul gioco d'azzardo

È stata pubblicata recentemente dal Visual Lab del Gruppo Gedi l’indagine “L’Italia delle slot”, in cui vengono analizzati i dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riguardante tutti i giochi gestiti sul territorio nazionale proprio dai Monopoli: dalle slot al Bingo, dai Gratta & Vinci al Superenalotto.

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Cesena spende 187 milioni milioni di euro per il gioco

A livello comunale la spesa per il gioco è di 1939 euro pro capite e Cesena risulta essere 473° su 7954 nella classifica dei Comuni dove si spende di più. Il dato è stato ricavato calcolando una popolazione di 96.760 abitanti con un reddito pro-capite pari a 20.253,95 euro. Se si limita, invece, la ricerca ai comuni con più di 50mila e meno di 200mila residenti, la città si piazza al 21° posto su 130 comuni coinvolti.
Nel Comune di Cesena i soldi spesi in giocate nel 2017 sono stati 187,71 milioni di  euro in totale, mentre il totale delle vincite ammonta a 153,66 milioni di euro. Nello specifico tra i vari giochi d’azzardo a fare da padrone sono le macchinette AWP, nelle quali finiscono spesi quasi 34 milioni di euro. Quasi 14 milioni di euro è invece la cifra spesa nelle lotterie istantanee, mentre seguono con notevole distacco le spese nelle scommesse a quota fissa, oltre 7 milioni di euro, al Lotto, quasi 7 milioni di euro, e al Bingo, quasi 4 milioni di euro. Seguono le scommesse in Agenzia, quelle virtuali, il Superenalotto.

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