Sfida serale per il Cesena, Angelini: "Siamo pronti per affrontare una squadra forte"

Così mister Beppe Angelini alla vigilia del posticipo di mercoledì sera al Manuzzi contro il San Nicolò Notaresco

"Ci attende una parita difficile dopo una sfida intensa dove abbiamo speso molto, ma siamo pronti per affrontare una squadra forte". Così mister Beppe Angelini alla vigilia del posticipo di mercoledì sera al Manuzzi contro il San Nicolò Notaresco. "In questa categoria la cosa più semplice è attendere e ripartire, mentre la squadra che affrontiamo è brava a giocare anche da dietro: ha un’idea precisa di calcio, quello che fa lo fa bene e, insieme alla Sangiustese, è la squadra che gioca meglio, pur non avendo una rosa come la nostra o quella del Matelica - osserva il mister -. E’ quarta non per caso. Poi c’è l’altro lato della medaglia: essendo una formazione offensiva concede anche molto”.

Il tecnico bianconero esclude cali di concentrazione: "Impossibile. Abbiamo fatto uno sforzo enorme per risalire la china e dobbiamo proseguire su questa strada". Si tratta di una settimana particolarmente intensa, con i bianconeri che hanno ridotto ad un solo punto il gap dal Matelica. "Quest'estate abbiamo lavorato per farci trovare pronti a queste esigenze - ha spiegato Angelini -, poi il turnover lo metto in pratica in corsa. Sabato ha riposato qualche giocatore, mentre per giovedì vedremo come siamo messi per vedere di fare qualche cambio".

Quanto alla mentalità, "dobbiamo stare attenti e pronti e fare quel che abbiamo fatto fino ad ora. Dal punto di vista dell'approccio non abbiamo mai sbagliato, oarte venti minuti ad Isernia, poi a volte non è andata come avremmo sperato. E quando viene a vederci tutta quella gente non si può avere un calo mentale". Sono ventuno i bianconeri convocati: rispetto a sabato entrano Zamagni e Pastorelli, esce Casadei passato alla Vigor Carpaneto. L’ultima riflessione è su uno degli ultimi arrivati, Jacopo Fortunato: “Sabato non ha toccato moltissimi palloni ma un tempo di inserimento innato: quella non è una qualità che si insegna. E, partendo da dietro, diventa difficilissimo marcarlo”.

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