Il Cesena sa solo perdere, anche il Livorno si mangia il Cavalluccio

Ancora una volta Djokovic regala al sostituto la gioia del gol. Il copione è lo stesso della gara contro la Reggina: il centrocampista perde Ceccherini che, appena entrato, sigla di testa il gol vittoria

Primo tempo a reti inviolate con un Livorno che non brilla, ma che sfiora il gol con Paulinho che si divora un’occasione d’ora davanti a Belardi calciando debolmente. I bianconeri tengono bene il campo e a testa bassa reggono ma non riescono ad offendere. Netto comunque il gap tecnico tra le due formazioni e abissale risulterà  il possesso palla degli amaranto con il 61%.

D’ Alessandro sembra avere una marcia in più rispetto ai compagni. Il centrocampista si getta negli spazi grazie alla sua velocità, ma poi non trova mai il bandolo della matassa nella zona nevralgica. Con un attacco incapace di dialogare, anche dopo le varie sostituzioni di Bisoli che  ridisegna il reparto offensivo facendo entrare Succi e Defrel al posto di Graffiedi e Lapadula, i bianconeri non sono mai incisivi neppure a centrocampo. E’ da li che non parte mai una azione che preveda almeno 3 passaggi di fila e la mancanza di un regista nel mezzo pesa come un macigno. Poi, al 58' Djokovic per la seconda partita consecutiva, è parte attiva del gol incassato e sempre su calcio da fermo.

Il Tecnico del Livorno getta nella mischia Ceccherini che appena entrato si presenta puntuale nello stacco di testa, su perfetto calcio d’angolo. Djokovic in ritardo non interviene e i padroni di casa passano in vantaggio. Neppure il gol subito sveglia il Cesena che non riesce a risolvere tutti i suoi limiti: azioni confuse nella trequarti, attaccanti isolati e mal supportati e incapacità di sfruttare i contropiedi. Assolutamente da rivedere: Lapadula, Parfait e Djokovic, autori di una gara nettamente sotto la media.
 
Da quando è arrivato Bisoli, il Cesena non riesce a trovare gol in trasferta ed è il peggiore attacco della serie B. Davvero troppo poco per contrastare il Livorno che ha sfruttato al meglio le potenzialità dei singoli.
 
Nelle ultime settimane si è parlato troppo poco di fusioni societarie e dello stadio nuovo, anziche discutere di una squadra che ora sembra non esserci già più, abbandonata sempre di più a tutti i suoi limiti. Se si vuol bene al Cesena è ora di svegliarsi e concentrarsi sulla squadra, dandole tutto il supporto possibile in questo momento di difficoltà, lasciando perdere questioni di business o altro.

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