Da Lumezzane a Firenze, Castori difende Rossi: "Lo capisco"

20 giugno 2004, è Lumezzane-Cesena. E' la finale di ritorno dei play- off di C1: una partita che verrà ricordata per la promozione in B del Cavalluccio ma anche per la maxi rissa che vide coinvolto Fabrizio Castori

20 giugno 2004, è Lumezzane-Cesena. E' la finale dei play- off di C1, si gioca allo stadio Rigamonti di Brescia per la poca capienza dello stadio di Lumezzane. L'andata al Manuzzi è terminata 1-1, questa è la partita di ritorno. I tempi regolamentari finiscono sullo 0-0, e per il regolamento della ex serie C si va ai supplementari: il Cavalluccio va in rete con Biserni e Ambrogioni, vince 1-2 e conquista la tanto agognata serie B. Ma questa partita verrà ricordata per la maxi rissa che si scatena dopo il gol del momentaneo pareggio lombardo.

I giocatori del Lumezzane, invece che esultare sotto la loro curva, decidono di farlo davanti alla panchina del Cesena. Si scatena la reazione di Pestrin, Rea e sopratutto di mister Castori che aggredisce a calci e pugni il giocatore del Lumezzane Pietro Strada, che in serata viene addirittura ricoverato in ospedale. L'ex tecnico bianconero, ancora osannato dalla 'Mare' per le prestazioni del Cavalluccio sotto la sua guida ma anche per questo episodio, viene squalificato per tre anni dalla Disciplinare, poi commutati in due.

E proprio Fabrizio Castori è intervenuto a Radio Sportiva per commentare l'aggressione di Delio Rossi ai danni del proprio giocatore, Adem Ljajic, reo di averlo insultato dopo la sostituzione in Fiorentina-Novara. "Lo capisco bene come uomo e come allenatore - ha detto Castori - anche se l'episodio è da condannare. I giocatori devono stare al loro posto e portare rispetto per una logica differenza di età. Io a Cesena fui riconfermato - sottolinea il tecnico - mentre Rossi è stato esonerato a Firenze. Perché?"

"E' una decisione che non comprendo - continua Castori - perché una società deve essere sempre dalla parte del mister, anche quando sbaglia. Se un rapporto è leale e corretto un giocatore capisce gli errori dei compagni, ma anche del mister. Tutti si è sulla stessa barca, io non condivido questo giustizialismo da parte della stampa".

"Spero che la giustizia sportiva sia equa nei confronti di Delio - conclude Castori il suo intervento - Il problema è che in Italia si punisce soltanto la reazione e mai la provocazione. Siamo esseri umani e capita anche di sbagliare".

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