Cesenati alla Sahara Marathon, il racconto: "Un'esperienza molto forte". Con loro anche Giovanni Storti di "Aldo, Giovanni e Giacomo"

Insieme a Gozi c'era anche Giovanni Storti, di "Aldo, Giovanni e Giacomo" e altre 500 persone, arrivate da tutto il mondo. "In situazioni così estreme si lega subito molto", afferma

E' partito il 24 febbraio da Cesena, insieme al compagno d'avventura Fabio Caroti, con 80 chili di bagagli. Dentro a quelle valigie ha stipato giochi per bambini, peluches, abiti d'inverno e d'estate, oggetti raccolti negli uffici della Confesercenti di Cesena che, grazie alla generosità dei suoi colleghi, sono stati donati ai Saharawi, un popolazione che da oltre 40 anni vive in campi profughi nel Sahara occidentale. Protagonista di questa bella avventura è stato Graziano Gozi, direttore della Confesercenti cesenate, ritornato a casa domenica pomeriggio (giusto in tempo per votare) dalla "Sahara Marathon", maratona nel deserto organizzata per aiutare il popolo locale.

"E' stata un'esperienza molto forte - ha spiegato Gozi - sicuramente dura, ma da rifare sicuramente. Ovviamente bisogna avere spirito di adattamento e soprattutto essere pronti emotivamente a situazioni difficili. A Smara, il più grande campo profughi dei Saharawi dove noi sportivi eravamo accampati, manca l'acqua corrente, l'energia è arrivata da poco e la gente è molto povera, ma quello che si trova è una popolazione ospitale e con una grandissima dignità. I bambini, nonostante non abbiano nemmeno un centesimo di quello che hanno i nostri figli, tra di loro scherzano e sembrano sereni". 

Insieme a Gozi c'era anche Giovanni Storti, di "Aldo, Giovanni e Giacomo" e altre 500 persone, arrivate da tutto il mondo. "In situazioni così estreme si lega subito molto - continua Gozi - ho condiviso un alloggio con altri italiani, dormivamo a terra e i servizi igienici erano molto rudimentali. Ho visto case fatte con le bottiglie di plastica, bambini scalzi, situazioni igieniche per noi impensabili". A capo dell'organizzazione benefica da 18 anni ci sono la delegazione italiana e quella spagnola che, anche quest'anno, sono riuscite a portare aiuti, soldi e attenzione mediatica in quelle zone dimenticate dell'Africa. 

"Dal punto di vista sportivo - racconta Gozi - è stata una maratona molto particolare. Siamo partiti con un tifo pazzesco, poi dopo due chilometri un silenzio irreale. Ogni volta che passavamo da un villaggio un'altra accoglienza pazzesca e poi di nuovo il silenzio. Silenzio e vento, vento e sabbia in faccia. Per i 42 chilometri ho impiegato 4 ore e 47 minuti e sono arrivato 45°. Forse potevo andare meglio, ma va bene così. La cosa importante è che a vincere (sia per la categoria maschile che quella femminile) siano stati due due saharawi, davvero fortissimi". E ora? "Ora mi piacerebbe passare il testimone a un altro cesenate affinché anche il prossimo anno ci sia una rappresentanza della nostra città. Ma dall'altra parte non mi sento di dire che non la rifarò più. E' stata un'esperienza così importante e forte che mi piacerebbe tra qualche anno poter tornare a trovare le persone che ho conosciuto". 

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