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Patrignani: "Non conviene aprire il Manuzzi per 1000 persone, il Cesena tra i pochi club senza debiti"

"1000/2000 persone ci fanno spendere solo dei soldi in più, perché dovremmo aprire tutto lo stadio, e la macchina organizzativa è uguale a quando devi farne entrare 20mila"

In occasione della presentazione di Moreno Zebi, confermato come ds del Cesena, il presidente Corrado Augusto Patrignani ha chiarito alcuni aspetti sulla compagnia societaria e il suo patrimonio. Augurandosi l'apertura degli stadi, un'arma in più sotto tutti i punti di vista per il Cesena.

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"Il nostro è un calcio sostenibile perché i soci mettono i soldi - comincia Patrignani - siamo una delle pochissime società non indebitate nel panorama professionistico, i soci hanno deciso di spendere una cifra senza andare oltre. Ci sono budget ben precisi. Qualche linea di sfogo il budget la può avere, come il campionato passato, però i numeri sono quelli".

Comporranno la società bianconera gli stessi volti della passata stagione, non dovrebbero esserci sorprese: "Più o meno hanno confermato tutti, ci sarà al massimo una defezione o due. Dei soci hanno già sottoscritto contratti con contribuzioni più alte rispetto all'anno prima, senza che questo modifichi le quote societarie. In linea di massima non ci saranno i problemi del raggiungimento della quota base di soci".

Poi, un'altra incognita, quella legata alla presenza dei tifosi negli stadi: "Aprire o meno gli stadi farà una grande differenza. Si sono aperti i ristoranti anche all'interno, finora allo stadio ci può andare il 25% della capienza ma non oltre le 1000 unità, questa per Cesena è una penalizzazione importantissima sia sotto l'aspetto economico che sotto l'aspetto del dodicesimo uomo in campo. Abbiamo un tifo da serie A, avere o non avere i tifosi allo stadio fa la differenza anche sui risultati".

Nel mentre si aspettano ancora i ristori, che permetterebbero al club di chiudere con un passivo inferiore ai 400mila euro: "Ancora notizie precise non ci sono, ci auguriamo che arrivino, perché il presidente della FIGC Gravina ha sempre detto che ci saranno. Le cifre sul tavolo, per il Cesena, potrebbe voler dire chiudere con una perdita di 200/250mila euro. Sostenibilità vorrebbe dire anche dipanare questa perdita attraverso l'impegno dei soci".

L'augurio, è che la possibilità di accedere allo stadio non riguardi solo uno o due migliaia di tifosi: non sarebbe di aiuto alla società. "1000/2000 persone ci fanno spendere solo dei soldi in più - spiega il presidente bianconero -, perché dovremmo aprire tutto lo stadio, e la macchina organizzativa è uguale a quando devi farne entrare 20mila, quindi questo per noi sarebbe un grande problema. Ci auguriamo di poter far entrare allo stadio 5-6mila persone minimo, sarebbe una condizione ideale sia sotto l'aspetto economico che sotto quello agonistico, del dodicesimo uomo in campo: 5-6mila persone a Cesena fanno la differenza".

Il primo esperimento di apertura dei 'teatri' del calcio sarà il prossimo campionato europeo, che partirà l'11 giugno nel nostro Olimpico di Roma con la sfida degli Azzurri contro la Turchia: "Sarà fondamentale l'Europeo e il proseguimento dei vaccini - chiude Patrignani -. Se si riuscisse a vaccinare tutta la popolazione si avrebbe un grande vantaggio, non per evitare l'infezione, ma la morte. Le conseguenze di un'influenza sarebbero accettabili. Il problema è che si dovrebbe vaccinare tutto il mondo, e non penso sia possibile farlo entro l'estate. Però, se la popolazione italiana è vaccinata, significa che in caso di contagio non è più necessario andare all'ospedale, ma prendere qualche tachipirina e risolvere la situazione, mentre invece oggi il virus senza vaccino ha portato anche la morte di tante persone, purtroppo".

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