Crisi Cesena, il sindaco Lucchi sostiene Bisoli: "Quando la lotta si fa dura, i duri iniziano a lottare"

"Certo, può essere messo in discussione, come tutti - ricordo il primo cittadino di Cesena - E molti (alcuni giornalisti in primis) l'hanno fatto anche lo scorso anno, dopo la crisi "di primavera" che sembrava aver allontanato ogni sogno di gloria"

Pierpaolo Bisoli non gode solo della fiducia del presidente del Cavalluccio, Giorgio Lugaresi, ma anche di un tifoso d'eccezione: il sindaco Paolo Lucchi. Premette il primo cittadino nella sua riflessione pubblicata su Facebook: "La sconfitta con il Chievo mi ha rovinato la domenica. Come a tanti altri, lo so. E certo molte delle chiacchiere "libere" di queste ore con figli, fratelli ed amici, sono state sul Cesena. Come per tanti. Fatico però a capire il clima che si sta creando attorno a Bisoli".

Continua Lucchi: "Sia chiaro, so bene (da esperto, temo) come le critiche siano all'ordine del giorno per tutti ed in particolare per chi ha un ruolo di primo piano. E forse ognuno di noi domenica avrebbe lasciato in campo Cascione, cambiato lo schema di gioco, urlato di più... tutto giusto. Ma quel che fatico a capire - ed a giustificare - è la memoria corta. Quello lì - quell'allenatore nato nel bolognese ma ormai romagnolo e cesenate come ognuno di noi - è lo stesso che nel 2009 ci ha portati in serie B senza avere la squadra migliore del campionato. È lo stesso che nel 2010 ci ha regalato la serie A, mentre tutti (tutti) ci saremmo sentiti felici per una tranquilla salvezza. E che, riuscendoci, ha salvato il Cesena calcio poiché, senza il miracolo della promozione, il futuro societario sarebbe stato certamente molto molto difficile. È lo stesso che due anni fa si è trovato tra le mani il peggior Cesena degli ultimi 20 anni (quello di matrice campedelliana al quadrato) e che l'ha salvato, quando sembrava impossibile. È lo stesso che lo scorso anno, lavorando in squadra con Lugaresi, Foschi, con un gruppo di dirigenti matti ed appassionati, ci ha ridato la serie A, vincendo play off ai quali ci eravamo avvicinati senza grandi speranze se non quella di non far figuracce. È sempre lui".

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"Certo, può essere messo in discussione, come tutti - prosegue il primo cittadino di Cesena - E molti (alcuni giornalisti in primis) l'hanno fatto anche lo scorso anno, dopo la crisi "di primavera" che sembrava aver allontanato ogni sogno di gloria. Ma è sempre quello che ogni volta si trova tra le mani infortunati di lungo corso, giovani di belle speranze, giocatori "di serie inferiore da una vita" e, come per magia, ne fa una squadra che dá tutto quello che ha. Basta? Questo lo salva dalle critiche? Certamente no. Ma fatico proprio a capire molti degli osannatori dello scorso giugno che oggi lo scoprono inadeguato alla serie A, incapace di dare personalità alla squadra, confuso. È sempre quel Pierpaolo Bisoli che - ogni commentatore ad inizio stagione lo scriveva e diceva - ha tra le mani un organico che è una scommessa e che ogni giorno deve fare la conta degli infortunati. Non so se alla fine dell'anno ci salveremo. Non ho sfere di cristallo da consultare, come tutti. So però che questa serie A è un regalo per tutti - per noi tifosi, per noi cittadini di Cesena, per tante imprese - e che una parte non marginale del regalo la dobbiamo a lui. La felicità di giugno, quella successiva alla vittoria di Latina, quei due giorni di festa ed euforia, erano fatti di orgoglio sportivo ma anche della consapevolezza di avercela fatta grazie ad un gruppo di uomini che "non era il migliore ma lo è diventato". La citazione virgolettata è di Bisoli. Quel gruppo di uomini ed il suo allenatore meritano ancora fiducia. A giugno come oggi. Teniamo botta, come si fa in Romagna: quando la lotta si fa dura, i duri iniziano a lottare (by John Belushi, in questo caso). E dimostrano anche di avere memoria. Nel calcio come nella vita...".

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