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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Mamma Tonina: "L'accanimento su Pantani è una questione politica"

La mamma del Pirata: "E' dal '99 che combattiamo ed è ora di finirla. Non lo lasciano in pace da Madonna di Campiglio e neppure da morto. E io sono sempre più convinta che anche a Rimini gli hanno tirato la pelle perché lui voleva parlare"

La voce di Tonina, la mamma del Pirata, è risoluta. E' pronta a difendere con i denti l'onore del figlio (qui il testo della lettera spedita alla federazione), quel campione che ha fatto sognare generazioni e che ha inchiodato davanti allo schermo migliaia di fan che si sono scoperti appassionati di ciclismo. La memoria di Marco Pantani è intramontabile; Tonina è dura nelle sue affermazioni e non ha dubbi: “Gli hanno tolto il giro del '99 e adesso ci riprovano con il tour. Bisogna fare piazza pulita di tutto quel vecchiume attaccato alla poltrona".

Tonina, una nuova tegola sulla testa...
“Non ci sono parole. Questa non è più una questione di sport, è una questione di politica ed è una vergogna. Lì ognuno pensa alla propria poltrona, invece che tutelare i ragazzi si fanno la guerra per le loro poltrone. Marco lo mettono sempre di mezzo perché fa scalpore. E' ora che parlino di altri ciclisti, di direttori sportivi e di chi sta attorno ai ragazzi, non di Marco”.

Perché una questione politica?
“Marco lo ha sempre detto e lo ha lasciato anche scritto: “Ragazzi parlate”. Ma purtroppo loro sono l'anello debole della catena; Marco si è esposto da solo e si è visto la fine che gli hanno fatto fare... gli hanno tolto la vita. Però adesso sarebbe il momento giusto per metetre i piedi per terra e fare piazza pulita di tutto quel vecchiume che pensa solo ai soldi. Devono andare via! Non si fa così a combattere il doping, hanno coperto per sette anni Armstrong e adesso la Federzione tira fuori Marco”.

Secondo lei perché tirare fuori una questione che risale al '98?
“Perché hanno scoperto il giochino fatto con Armstrong e devono fare scalpore dicendo che anche Marco era così. E' un accanimento. E quello che mi fa arrabbiare è che non fanno i nomi di altri ciclisti... perché? Perché Marco fa ancora notizia. E' dal '99 che combattiamo ed è ora di finirla. Non lo lasciano in pace da Madonna di Campiglio e neppure da morto. E io sono sempre più convinta che anche a Rimini gli hanno tirato la pelle perché lui voleva parlare. Ne sono convinta”.  

Pensa che in Francia possano fare marcia indietro?
“Io a questo punto non so se ho piacere che facciano marcia indietro perché tanto lo hanno già sputtanato un'altra volta. Hanno fatto credere alla gente che è così, allora che vadano fino in fondo e tirino fuori tutti i nomi e poi vediamo... E poi dopo 15 anni gli esami non contano più perché non ci sono le controanalisi”.

Pensa che possano veramente spogliare Marco del titolo?
“Non ci penso neanche. A me non interessa il titolo, mi interessava mio figlio e me lo hanno portato via. Io combatto per la sua memoria; gli hanno già fregato un Giro d'Italia nel '99 e io sto ancora combattendo per quello per sapere com'è andata veramente”.

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