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Il ricordo: "Quel giorno a San Marino la gente impazzì"

Giro d'Italia del 1997, quello del ritorno di Marco Pantani dopo uno dei suoi più grossi infortuni. Sul tornante del Monte Ventoso nella cronoscalata di San Marino un giovane appassionato ricorda quel frammento

Era il 1997, l'anno del suo ritorno dopo gli incidenti avuti per strada, investito da due jeep. Era nella sua terra, la Romagna, dove la gente lo adorava davvero come non adorava uno sportivo dai tempi di Coppi e Bartali, che però non erano romagnoli. Cronometro a San Marino, tornante sul monte Ventoso. Marco Pantani è in procinto di transitare in un tratto dalle pendenze al 18%. Il pirata è indietro in classifica, tanto da partire dallo start quando ancora il collegamento televisivo non è attivo; ma Mediaset interrompe le trasmissioni per mandare in onda il passaggio del Pirata.

Tre elicotteri annunciano il suo approssimarsi, la folla si scalda, in migliaia sono stipati su quel tornantino per vedere passare il loro campione. Un brivido corre lungo la schiena di giovani, meno giovani, giovanissimi, anziani. Il Pirata si avvicina, la gente è in fibrillazione, persone che si rotolano per terra, eccitazione, salti di gioia, urla, incitamenti di ogni genere.


Marco Pantani sta passando, e con lui un pezzo di storia del ventesimo secolo, una leggenda dello sport mondiale. Un romagnolo doc, un romagnolo purosangue capace come chiunque altro di infiammare fino alla follia i suoi conterranei. Questo era Marco Pantani, questo era il campione che tifosi, addetti ai lavori e gente comune ricorderanno in eterno, con la più totale commozione.

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