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Un bel Cesena ferma l'Inter a San Siro: 1-1, ancora vive le speranze di salvezza

Bella prestazione della truppa di Di Carlo, che ferma l'Inter sull'1-1 a San Siro. Per i bianconeri a segno Defrel al 30' del primo tempo, pareggio di Palacio ad inizio ripresa

Un punto guadagnato o due punti persi? Potrebbe essere letto in entrambi i modi il pareggio che il Cesena ha ottenuto sul campo dell’Inter. Un punto guadagnato vista la classifica della vigilia, l’improvviso forfait di Brienza e il blasone dell’avversario, ma anche due punti persi se si pensa alle occasioni che il Cesena ha sprecato, il rigore non concesso per il fallo di Ranocchia su Carbonero e le difficoltà dell’Inter di Mancini. Finisce 1-1 con il Cesena che sale a 21 punti in classifica agganciando di nuovo il Cagliari, restando a -4 dalla zona salvezza occupata dall’Atalanta. Per l’Inter, ma ormai non è una novità, l’ennesima occasione persa per salire in classifica.

PRIMO TEMPO - Di Carlo mette in campo il Cesena senza Brienza, ko prima del match e con Defrel-Djuric davanti. Il mister riconferma l’ex di turno, Gabi Mudingayi, in mezzo al campo dopo le buone prestazioni nelle partite precedenti. Mancini, invece, cambia diversi titolari: sul prato umido di San Siro ci sono Andreolli al centro della difesa e Dodò sulla fascia sinistra, mentre in mezzo al campo si rivede Kuzmanovic. Davanti Shaqiri dietro a Icardi e Palacio, ma la partita dello svizzero dura solo pochi minuti e per un guaio muscolare è costretto a lasciare il posto a Kovacic. L’Inter spinge ma il Cesena non sta a guardare e dopo due conclusioni a lato di D’Ambrosio, il Cesena passa in vantaggio: è il 31’ quando Carbonero pesca Defrel (ammonito poco prima per un non-fallo su D’Ambrosio) che scatta tra Andreolli e il solito impresentabile Ranocchia e beffa Handanovic con un perfetto pallonetto. Pochi minuti dopo l’Inter sfiora il pareggio con il redivivo Kuzmanovic che a botta sicura spara in porta ma Magnusson respinge col corpo quando la palla sembrava essere destinata in fondo al sacco. Il Cesena chiude il primo tempo troppo schiacciato nella propria metà campo e l’Inter, davvero poca cosa, va vicina al pareggio con un colpo di testa e una spaccata volante di Guarin. Ma il Cesena tiene e, dopo aver sfiorato il clamoroso raddoppio nel recupero del primo tempo sempre con Defrel, tra gli applausi dei tifosi bianconeri va al riposo in vantaggio per 0-1.

SECONDO TEMPO - Nell’Inter più povera degli ultimi anni, Mancini decide di mettere in campo anche Podolski al posto di Kuzmanovic, trasformando i nerazzurri in un 4-2-3-1. Invece Di Carlo opta per lasciare il suo Cesena con gli undici titolari in campo, anche perché il Cavalluccio ha disputato uno dei migliori 45’ in trasferta di tutta la stagione. Al 47’ l’Inter avrebbe trovato il pareggio con un eurogol in rovesciata di Icardi, ma il guardalinee non è d’accordo e annulla per un fuorigioco inesistente. Il gol è però nell’aria e pochi secondi dopo Palacio anticipa i difensori del Cesena su palla dalla destra di Icardi e insacca per l’1-1. Dopo un rigore chiesto da Dodò, Defrel si divora solo davanti ad Handanovic la rete dell’1-2: il portiere sloveno riesce infatti a strappargli la palla dai piedi. La partita è bellissima, Podolski colpisce un palo dai 25 metri e nel ribaltamento di gioco Ranocchia (la cui fascia di capitano al braccio fa rabbrividire tutti coloro che hanno vissuto i 19 anni di Javier Zanetti in nerazzurro) abbatte Carbonero in area per un sacrosanto rigore che l’arbitro, invece, non fischia. Al 60’ l’Inter ha già finito i cambi: guaio fisico anche per Dodò, che viene sostituito da Davide Santon, che si presenta subito con un destro centrale da fuori area bloccato da Leali. Nell’ultimo quarto d’ora l’Inter ci prova ma il Cesena non disdegna di provarci in contropiede, anche se la truppa di Di Carlo si schiaccia troppo negli ultimi 30 metri permettendo a D’Ambrosio e Santon di mettere pericolosi palloni in area di rigore. Al 43’ Rodriguez, subentrato a un positivo Djuric, sfiora il gol del clamoroso vantaggio ma non prende il pallone a due metri da Handanovic. Dopo 3 minuti di recupero finisce il match: un 1-1 che, per certi versi, lascia addirittura l’amaro in bocca.

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