Il campione cesenate di fitness continua la sua scalata: "La palestra mi ha salvato la vita"

Aurelio Tromba stravince ad Abano il Trofeo Linea Sport WABBA Word Italia di natural body building e adesso punta deciso alle qualificazione di Mister Universo: "La palestra? Una grande scuola che mi ha salvato la vita"

Ancora un prestigioso successo per Aurelio Tromba, il personal trainer cesenate sempre più protagonista sulle scene nazionali del natural body building. Con una performance che gli stessi giudici hanno definito "impeccabile", lo scorso 6 ottobre al Palace Alexander Hotel di Abano Terme, Aurelio ha stravinto il Trofeo Linea Sport Wabba Word Italia (categoria Men Model). La vittoria gli è valsa anche la qualificazione all'International Cup del 15 dicembre a Padova, dove per altro avrebbe già partecipato di diritto dopo il quarto posto ottenuto alle selezioni nazionali dello scorso giugno a Cesena.

Il successo, per quanto significativo, rappresenta solo una tappa di avvicinamento alle gare di qualificazione di Mister Universo, che rappresentano il vero obiettivo del campionissimo del fitness: "Essendo già da diverso tempo in preparazione per una gara molto impegnativa - spiega Aurelio - ero consapevole di avere una buona condizione, anche se ovviamente ad Abano non ero ancora al top. Ho deciso di partecipare all'ultimo momento, quasi per gioco, ma anche per testare, su un palcoscenico comunque qualificato, la mia condizione attuale. La vittoria assoluta mi rende felice, anche se so che, in futuro, mi attendono vetrine molto più impegnative". 

Ventotto anni, 190 centimetri di muscoli scolpiti ed un corpo statuario ornato da una marea di tatuaggi, Aurelio Tromba è uno dei personal trainer più apprezzati e ricercati del territorio e si divide, sei giorni su sette, tra le più importanti palestre romagnole. Da anni istruttore di natural body-building, fitness e cardio-fitness, kettlebell tecnico, body-wheigt, joint mobility e postular, ricorda come se fosse ieri il suo debutto ufficiale in gara, ormai due anni fa: "Sono arrivato secondo conquistando subito il 'pass' per gli Italiani - dice - ma in quel momento l'unica cosa che pensavo era a quando avrei potuto divorare una pizza…". Per Aurelio, come per tanti atleti, la palestra è stata una "scuola di vita" e ancora oggi - ammette - "lo sport mi ha salvato da tante brutte situazioni". 

"Sono andato via di casa prestissimo, avevo solo 15 anni - ricorda - e, quando ti affacci in questo mondo così giovane, il rischio di sbagliare strada o di fidarsi delle persone sbagliate è molto alto. Io ho trovato la mia strada da solo, cadendo spesso ma rialzandomi sempre. Oggi interpreto la mia professione con grande passione e, oggi come ieri, continuo a sognare facendo ciò che amo". 

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