Rugby, campionato al giro di boa: il punto del tecnico Francesco Urbani

Arrivati al giro di boa dei campionati, è tempo di un bilancio sulla prima parte della stagione della Franchigia Romagna Rugby: a farlo il direttore tecnico Francesco Urbani

Arrivati al giro di boa dei campionati, è tempo di un bilancio sulla prima parte della stagione della Franchigia Romagna Rugby: a farlo il direttore tecnico Francesco Urbani, che offre così una panoramica a 360° sul progetto, dalla prima squadra ai settori giovanili. "A inizio anno ci eravamo dati come obiettivo quello di accedere alla fase promozione e di disputare un campionato di vertice e questo è quello che cercheremo di fare anche in questa seconda parte della stagione", evidenzia.

Come giudica l’andamento della prima squadra, anche alla luce della qualificazione alla fase promozione?
La squadra si è comportata molto bene, andando anche oltre alle aspettative iniziali. Sapevamo che avremmo potuto avere qualche difficoltà in più per la mancanza di esperienza, ma la forza del gruppo ha sopperito a questo limite e nel corso dei mesi si è raggiunto un maggiore equilibrio con una buona qualità tecnica e tattica di tutti i giocatori, dai più esperti ai più giovani. Questo lascia ben sperare per la seconda fase del campionato, che sarà impegnativa ma che la squadra è pronta ad affrontare.  Lo staff ha lavorato davvero bene creando un gruppo coeso e di qualità. Proprio per mantenere l’impostazione del lavoro che è stata seguita fino ad ora, con la presenza all’interno dello staff di un tecnico dedicato alla mischia, Fiorenzo Guermandi, avendo subito un infortunio che lo terrà fuori gioco per i prossimi mesi, sarà sostituito per questa seconda fase della stagione da Lucas Scozzatti. Si tratta di un passaggio all’insegna della continuità, dato che Lucas ha già ricoperto questo ruolo per tanto tempo.

 Cosa dobbiamo aspettarci da questa seconda fase della stagione, guardando al calendario e pensando agli obiettivi della squadra ?
Basandosi sugli incontri casalinghi penso sia un buon calendario per noi, dato che giocheremo in casa tre delle cinque partite del ritorno. Il fattore campo è sempre un valore aggiunto e si è visto che può fare la differenza. Il nostro obiettivo è quello di arrivare in alto, ma senza l’obbligo di dover fare il salto di categoria: quello che conta davvero è costruire delle base solide per il futuro. A inizio anno ci eravamo dati come obiettivo quello di accedere alla fase promozione e di disputare un campionato di vertice e questo è quello che cercheremo di fare anche in questa seconda parte della stagione.

A proposito di futuro, anche quest’anno si sta lavorando con il progetto dei giocatori potenziali per favorire il passaggio dai club della Franchigia alla prima squadra. Come sta procedendo l’attività?
Quello dei giocatori potenziali è un progetto ben indirizzato e ormai consolidato, che anche quest’anno ci ha permesso di inserire in prima squadra diversi giocatori provenienti dai club del territorio. L’attività sta andando avanti con buoni risultati, ogni settimana vengono svolti gli allenamenti con la prima squadra con riscontri sempre positivi in termini di presenze. Nei prossimi mesi il gruppo dei potenziali farà anche qualche partita, che stiamo programmando, così da poter meglio finalizzare il lavoro fatto in allenamento.

Il progetto potenziali è un esempio di collegamento diretto con le realtà del territorio, ma le attività coordinate e promosse dal Romagna RFC sono molteplici. Quali sono gli altri fronti su cui si sta lavorando?
A livello giovanile, oltre alla collaborazione con il CRER per l’Under 14 e Under 16,  continuano le nostre attività di selezione che prevedono il coinvolgimento diretto dei club. Abbiamo svolto una serie di interventi nelle varie società del territorio con il duplice obiettivo di visionare e valutare i giocatori e di offrire un supporto tecnico nell’ottica di migliorare sempre di più la qualità del servizio. Per esempio la Selezione Under 16 settimanalmente svolge degli allenamenti congiunti a rotazione nei singoli club. Anche con la Selezione Under 18 è stata avviata un’attività analoga: dopo una serie di allenamenti itineranti su tutto il territorio, a gennaio è partita una seconda fase che vede raggruppati gli atleti di Ravenna e Forlì e quelli di Cesena e Rimini. A febbraio i due gruppi si incontreranno in una partita e stiamo programmando anche un paio di amichevoli con altre realtà. Complessivamente si sta facendo un buon lavoro con i settori giovanili, a partire dalla base, da quanto viene fatto dalle singole società: il fatto che nelle prime squadre impegnate nei campionati di Serie C ci siano tanti giovani ne è la dimostrazione. Le squadre del territorio sono in crescita, soprattutto grazie al lavoro che viene fatto a livello giovanile, seguendo la filosofia che è alla base del progetto del Romagna. Un altro segnale positivo è dato dalla crescita del movimento femminile, che ci ha consentito di avviare un percorso comune con la creazione di una formazione a 15, che grazie all’attività promossa dal comitato regionale può svolgere alcune partite. Questo è molto importante per noi dato che, non avendo i numeri per poter accedere a un vero e proprio campionato, consente alle ragazze di poter concretizzare il lavoro fatto in allenamento e di poter prendere confidenza con la categoria a 15. I primi risultati sono stati positivi, ma si tratta di un percorso lungo, che richiede pazienza e che va affrontato senza affrettare i tempi.
Infine un altro aspetto in cui crediamo molto è quello della formazione, è fondamentale lavorare sulla crescita quantitativa e qualitativa del personale tecnico, per questo anche quest’anno abbiamo promosso diversi interventi e corsi formativi rivolti alle società del territorio.

Per concludere, un commento sul suo ruolo di Direttore Tecnico?
Sono contento per come sta andando questa esperienza, molto gratificante e importante. Svolgere esclusivamente questo ruolo consente di creare un rapporto più forte e stretto con le realtà del territorio e penso che questo sia un aspetto fondamentale nell’ottica di tutto il progetto, perché consente di raccogliere e capire le problematiche, così da poter cercare di risolverle.

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