"Mio figlio è un fenomeno", viaggio tra i genitori che pressano i figli

“Mio figlio è un fenomeno”: è questo il titolo di un libro-inchiesta sul mondo del calcio giovanile e sulle pressioni che spesso arrivano dai genitori nei confronti del giovane atleta

“Mio figlio è un fenomeno”: è questo il titolo di un libro-inchiesta sul mondo del calcio giovanile e sulle pressioni che spesso arrivano dai genitori nei confronti del giovane atleta. Il testo è il risultato di una ventina di colloqui con allenatori, dirigenti e arbitri che hanno raccontato una serie di episodi sull’invadenza dei genitori all’in­terno delle squadre dei settori giovanili di casa nostra. Episodi riportati sfumando i toni e cambiando i nomi, sia per la privacy degli sportivi minorenni, sia per la tutela dell’incolumità dell’allenatore o del diri­gente di turno, perché “se quella mamma scopre che sto parlando di lei, io sono finito”.

Il libro è opera del giornalista del Corriere Romagna Fabio Benaglia (Ponte Vecchio editore, prezzo 11 euro) ed è disponibile in tutte le librerie della Romagna. E' stato presentato mercoledì a Cesena, e presenta uno spaccato che era stato portato alla ribalta anche recentemente dall'allenatore della Nazionale Prandelli nel corso di una sua recente visita a Cesena.

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“Mio figlio si riconosce in fretta, è quello più bravo di tutti”.Il padre che vede nel figlio campione una possibile fonte di guadagno, la madre che affida al figlio il compito di tenere alta la bandiera della famiglia. Padri che pagano al figlio un premio-partita di 20 euro per ogni gol che fa. Nonni che al pomeriggio curano personalmente il ripasso dei fondamentali col nipotino. Madri che impazziscono se il loro piccolo non ha bevuto l’integratore, che chiedono all’allenatore quando ci sono le udienze e se è possibile togliere il loro pargolo dalla barriera durante le punizioni della squadra avversaria. Un campionario che sembra surreale, se non fosse che è tutto vero.

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