De Feudis: "Mi dispiacerebbe finire la carriera in questa maniera. L’allenatore? Perché no"

Il capitano ospite de de “Il salotto dei Burdèl” ha parlato del suo futuro, reso incerto dall'emergenza Coronavirus

“La partita da brividi fu quella con il Francavilla quando tornammo all’Orogel Stadium: fu da pelle d’oca anche perché sentivamo addosso la responsabilità di dover vincere a tutti i costi”. Ospite de “Il salotto dei Burdèl”, la vetrina social del Cesena, Beppe De Feudis è tornato indietro con la memoria allo scorso campionato che ha riportato tra i professionisti il Cavalluccio. Per lui è stata la quinta in bianconero: “Senza nulla togliere alle altre, restano indimenticabili quelle in serie A, Piacenza in primis: lì inizi a pensare che ti confronterai con campioni che fino a quel momento hai visto solo in tv”.

Oltre a quella in Cesena, il centrocampista è rimasto legato all’esperienza in maglia granata: “A Torino ho vissuto due anni e mezzo e anche la mia famiglia si è trovata bene. Con Lerda giocai quasi sempre, con Ventura trovai meno spazio ma mi tolsi la soddisfazione della promozione”.  

Il capitano ha poi parlato del suo futuro reso incerto dal Coronavirus: “E’ ancora presto per capire cosa farò al termine di questa stagione: ne parlerò con la società, certo mi dispiacerebbe terminare la carriera in questa maniera. L’allenatore? Perché no, è un’esperienza che mi stimola molto”.

“Vincere un campionato con questa maglia è qualcosa che rimane nella storia e che ti porti sempre nel cuore”. A “Il Salotto dei Burdèl” ha parlato anche Emanuele Valeri che ha rivissuto le emozioni della scorsa stagione che lo vide essere il primo acquisto del neonato Cesena. “Ricordo il primo giorno, quando arrivai e non conoscevo nessuno. Poi mi raggiunsero Capellini e Alessandro, quindi il capitano e piano piano si è formato un gruppo straordinario. Talmente speciale che ancora oggi mi capita di sentire spesso alcuni ex compagni come Benassi, Tortori, lo stesso Danilo o Marfella, con cui dividevo la casa”. L’esterno romano arrivò in bianconero, reduce dalla promozione in B con la maglia del Lecce: “Dopo il primo anno tra i professionisti cercavo una squadra che puntasse su di me e mi facesse giocare: Cesena rappresentava un lusso per me e ho subito accettato. Non me ne sono mai pentito”.

Emanuele è notoriamente un grande tifoso della Lazio ma di fronte a una scelta del genere non avrebbe dubbi: “Lo scudetto dei biancocelesti? Meglio la promozione in serie A col Cesena”.

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