Alessandro, da Roma per conquistare Cesena: "Testa calda? Sono schietto e non cambio per nessuno"

Il numero 10 bianconero si racconta: "Amo Cesena ma tifo Roma. Quanti tatuaggi ho? Non lo so, non li conto nemmeno più"

E' stato, senza dubbio, uno dei trascinatori della cavalcata vincente del Cesena, soprattutto nella parte finale della stagione, quando  con Ricciardo a corrente alterna, si è preso il Cavalluccio sulle spalle, indicando la via verso la  C. Danilo Alessandro era arrivato in estate un po' con l'etichetta di 'testa calda', cancellata da un comportamento irreprensibile, dentro e fuori dal campo. Diciotto reti condite da una serie interminabile di assist, secondo molti la migliore stagione della sua carriera. Una vita calcistica spesa prevalentemente tra Lega Pro e serie D, con un picco in serie B con la maglia del Grosseto.

Sei d'accordo Danilo con chi dice che è il tuo anno migliore?

Sicuramente una delle mie stagioni migliori, per quello che sono riuscito a dare alla squadra. Ma guardando i numeri, a Voghera ho fatto 22 gol in serie D, con il Real Vicenza 19 reti in serie C2.

Per te è stato un ritorno a Cesena, dopo un'apparizione fugace nel 2009, che sensazioni hai avuto, la città l'hai trovata cambiata?

Dopo dieci anni ho trovato la stessa città di 'malati' di calcio. E' rimasto lo stesso l'amore dei cesenati per la squadra. E' normale che questo si trasforma in pressione quando le cose non vanno bene.

Il momento più difficile della stagione del Cesena, secondo te?

Senza dubbio il pareggio in casa col Campobasso, una partita stregata, in cui il portiere ha parato di tutto. E arrivò anche la mazzata del Matelica che aveva allungato in classifica.

Tutti sanno (anche l'accento lo tradisce) che sei romano doc, com'è il tuo rapporto con Roma?

Sono un tifoso della Roma, sono nato e cresciuto nel quartiere di San Basilio, una zona 'difficile' della capitale. Ho iniziato a giocare in Eccellenza nel Mentana Jenne. Ormai sono un romano emigrato, torno a Roma quando posso per la mia famiglia.

Molti dicono, che per il suo talento, Danilo Alessandro poteva fare di più. Che ne pensi?

Io penso che ognuno ha quello che si merita. Sono orgoglioso di quello che ho fatto. Potevo fare di più? Forse sì, probabilmente in alcuni casi la mia schiettezza mi ha un po' danneggiato

Ti trovi bene a Cesena fuori dal campo, come qualità della vita?

Assolutamente sì, è una città molto vivibile per me che sono andato via di casa a 18 anni da una città molto caotica come Roma

Impossibile non farti una domanda sui tuoi tatuaggi, quanti ne hai e come è nata questa passione?

Ah non lo so quanti ne ho, ho smesso di contarli perché sono troppi... Quando inizi a tatuarti non smetti più, la maggior parte sono dedicati alla mia famiglia, ai miei figli e alla mia compagna

In campo mai una protesta, fuori dal campo mai una 'notizia', perché ti portavi dietro questa etichetta di 'testa calda'?

Probabilmente mi ha penalizzato qualche diverbio che ho avuto in passato con allenatori e direttori sportivi. Qualcuno ha addirittura detto che frequentavo 'cattive compagnie'. Forse pago il fatto di venire da un quartiere come San Basilio, ma a me non interessa, sono una persona schietta e non cambio per nessuno. Non farò mai il 'lecchino'. A Cesena ho trovato un ambiente sereno di persone vere, con cui mi sento a mio agio. Non so se mi sono tolto questa etichetta e se mai potrò levarmela.

Sei in scadenza di contratto, che fai, resti a Cesena?

Non lo so, io ho detto al mio procuratore che la priorità è il Cesena. Mi hanno cercato altre squadre ma io vorrei restare. In questo momento la società si sta organizzando e ci sarà tempo per incontrarsi e discutere.

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