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Danilo Alessandro: "Avrei chiuso la carriera a Cesena, adesso tifo per i bianconeri ai playoff"

"Abbiamo ancora un gruppo WhatsApp coi ragazzi che sono rimasti: Ciofi, Capellini, De Feudis... quindi ci sentiamo spesso e ho guardato anche la partita col Mantova sabato sera"

Danilo Alessandro, protagonista nella promozione in C col Cesena due anni fa, sta per vincere ancora una volta la serie D. Attualmente infatti il classe '88 sta trascinando a suon di gol il Seregno, primo a +6 sul Cavenago (che però deve recuperare una gara), con 4 partite ancora da disputare. Ma Alessandro si porta ancora dietro il rammarico di due anni fa, quando non gli fu permesso di continuare il suo percorso a Cesena tra i professionisti e dovette quindi trasferirsi a Campobasso.

Alessandro, vista la vostra situazione di classifica, quanto sente vicina la promozione in C?

"Sembra quasi fatta, ma ancora è lunga perché mancano 4 partite, poi loro hanno una partita da recuperare, quindi se la vincono siamo a +3. Ho visto perdere campionati anche con più punti di vantaggio, per come sono fatto io, finché non c'è la matematica è sempre tutto aperto, però dobbiamo stare tranquilli e continuare a fare ciò che abbiamo fatto fino adesso, guardando non gli altri ma noi stessi, perché ad oggi dipende solo da noi la vittoria del campionato. Non dobbiamo rincorrere noi, ma quelli di sotto".

La società le ha fatto qualche promessa di permenenza in caso di vittoria del campionato?

"No, per adesso siamo concentrati a raggiungere l'obiettivo: Seregno manca da parecchi anni al calcio professionistico. Prima dobbiamo pensare ad arrivarci, poi vediamo".

La sua volontà è quella di giocare tra i prof l'anno prossimo?

"Non lo so, valuterò a fine campionato. Per adesso voglio vedermi queste partite sperando di festeggiare alla fine, poi valuterò. Non ho grandissime esigenze, non mi interessa C o D, guardo più la serietà del progetto e della società. La categoria non la guardo sinceramente".

C'è ancora rammarico per non aver potuto giocare la serie C col Cesena?

"Quello sì, tanto rammarico perché come avevo detto e lo ribadisco adesso, avrei chiuso la mia carriera a Cesena. Una piazza che difficilmente dimenticherò, anzi, quasi sicuramente non dimenticherò mai, perché sono stato benissimo. Adoro la piazza, la gente e la tifoseria di Cesena".

Questa stagione le è capitato di vedere qualche partita dei bianconeri?

"Qualche partita sì, poi abbiamo ancora un gruppo WhatsApp coi ragazzi che sono rimasti: Ciofi, Capellini, De Feudis... quindi ci sentiamo spesso e ho guardato anche la partita col Mantova sabato sera".

Ai playoff quindi tifa Cesena?

"Sì, come ho fatto per il campionato. Anche se sulla carta non può essere la favorita, i playoff sono un terno al lotto, quindi non si sa mai. L'importante è che continuino a fare quello che hanno fatto anche con il Mantova. Secondo me è una squadra forte, con giocatori importanti. I playoff li vince chi sta meglio mentalmente, fisicamente e chi ha più motivazioni. Secondo me il Cesena per la rosa che ha può dire la sua".

La cosa più bella che ricorda di Cesena?

"Ogni giorno che passavo era un'emozione unica, racchiuderne solo una sarebbe sarebbe sminuire tutta l'annata. Però, il ritorno da Giulianova alla città da campioni, coi tifosi che ci aspettavamo sotto la pioggia, è stata un'emozione unica".

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