Giro d'Italia, a Cesenatico impresa dell'ecuadoriano Narvaez tra freddo e diluvio

Secondo Mark Padun che a pochi chilometri dall'arrivo ha dovuto fare i conti col cambio della bicicletta

L'arrivo di Narvaez (Foto Botta)

E' l'ecuadoriano Jhonatan Narvaez il vincitore della 12esima tappa del Giro d'Italia a Cesenatico, secondo Mark Padun che a pochi chilometri dall'arrivo ha dovuto fare i conti col cambio bici. A quel punto Narvaez ha approfittato del colpo di fortuna e ha preso il largo spingendo sui pedali fino alla fine. Terzo l'australiano Simone Clarke.

VIDEO: i ciclisti sfrecciano all'arrivo

E' vero, a maggio ci sarebbe stata tutt'altra atmosfera. Magari col primo caldo ad annunciare un'estate dietro l'angolo. Ed invece la Cesenatico che ha accolto giovedì mattina i corridori del Giro d'Italia si è svegliata con i colori dell'autunno e l'alito dell'Adriatico piuttosto frizzante. A scaldare il plotone della corsa rosa, arrivata all'edizione 103, è stato il popolo cesenaticense, che non ha voluto far mancare il proprio affetto al gruppo. Il centro storico si è messo in moto, anzi in bici, fin dal primo mattino per salutare l’arrivo del Giro d’Italia con un'edizione speciale di “Biciclette in Fiore”. Tanti piccoli capolavori, realizzati da esperti e non, che hanno avvolto in un'atmosfera di festa la città. Rosa e giallo, perchè Cesenatico non dimentica il suo eroe sportivo, Marco Pantani.

Cesenatico, domina in spiaggia la scritta a caratteri cubitali realizzata dalla Cooperativa Stabilimenti Balneari, orgoglio da trasmettere in televisione con le riprese aeree della Rai. "Un sogno collettivo", come l'ha definito il sindaco Matteo Gozzoli, che ha dato lo start dell'attesissimo tappone. Il Giro si è mosso sulle strade della Nove Colli, per celebrare il 50esimo della gran fondo che l'emergenza sanitaria da covid-19 ha fatto slittare al 2021. "La festa resta ed è di tutti i venti territori coinvolti dal percorso", ha evidenziato il primo cittadino. "E' una grande emozione ed un sogno per tutti i volontari che hanno lavorato per la Nove Colli", sottolinea il presidente di Nove Colli, Alessandro Spada. "E' una giornata pesante - ha detto Tonina Pantani, mamma del Pirata - non volevo neanche venire ma non potevo non venire".

Tonina Pantani: "Sembra quasi che diamo fastidio"

La peculiarità del percorso ad anello che parte ed arriva nella stessa città. Cesenatico abbraccia la "carovana rosa" che ripercorre fedelmente il percorso della storica Nove Colli. "Cesenatico oggi è la capitale della Romagna e non solo", ha detto il sindaco Matteo Gozzoli pochi minuti prima del via. Quasi 20 i comuni coinvolti dalla "carovana rosa", con tre province toccate. Partenza da Piazza Costa che nel 1998 ospitò la grande festa per il Pirata che vinse Giro e Tour.

La tappa

Tappa spettacolo velocissima, con un continuo saliscendi, senza un metro di pianura. Peter Sagan il grande favorito, poi Diego Ulissi e Ben Swift. Il gruppo è partito subito a velocità folle, con un meteo un po' precario. Ha provato subito ad allungare un gruppetto di ciclisti con 14 uomini all'attacco. Intanto dal punto di vista della viabilità già riaperta via Cesenatico. Questi i 14 attaccanti. François Bidard (AG2R La Mondiale), Simon Pellaud (Androni Giocattoli-Sidermec), Manuele Boaro (Astana), Mark Padun (Bahrain McLaren), Cesare Benedetti (Bora-Hansgrohe), Joey Rosskopf (CCC Team), Jesper Hansen (Cofidis), Simon Clarke (EF Pro Cycling), Albert Torres (Movistar), Victor Campenaerts (NTT Pro Cycling), Jhonathan Narváez (Ineos Grenadiers), Max Richeze (Uae Team Emirates) ed Etienne Van Empel (Vini Zabù-Brado-KTM), Héctor Carretero (Movistar Team).

Il sindaco: "L'evento sportivo più importante nella storia di Cesenatico"

A 130 chilometri dal traguardo i fuggitivi conservavano 13 minuti di vantaggio sul plotone. In cima alla salita di Ciola (Gpm di quarta categoria, 6 chilometri al 6,4%) è transitato per primo lo svizzero Pellaud (Androni Giocattoli-Sidermec). La fuga ha quindi cominciato a perdere vantaggio non appena Domenico Pozzovivo ha ordinato ai suoi uomini di tirare il gruppo maglia rosa: in pochi chilometri la testa della corsa ha perso ben cinque minuti. Paesaggi mozzafiato sulle pendenze del Barbotto, vetrina televisiva anche per Mercato Saraceno tra i continui saliscendi. A un certo punto si è spezzato il gruppo dei fuggitivi, a provare la fuga Padun, Narvaez, Benedetti, Richeze e Hansen. Ma ben presto il gruppone si è ricompattato, in testa al gruppo maglia rosa ritmo sostenuto da parte della NTT Pro Cycling.

Nel gruppo maglia rosa Zakarin e altri corridori si sono staccati lungo la discesa dal Gpm di Barbotto. C'è selezione. Rimangono in 11: lo spagnolo Carretero, il francese Bidard, lo svizzero Pellaud, Boaro, l'ucraino Padun, Benedetti lo statunitense Rosskopf, il danese Hansen, l'australiano Clarke, l'ecuadoriano Narváez e l'olandese Van Empel. A 80 chilometri dall'arrivo rientrano nel gruppone che torna a 14 anche Campenaerts, Torres e Richeze. Lo svizzero Pellaud è transitato per primo sulla salita di Perticara. A 75 chilometri dalla meta Pellaud, Benedetti e Rosskopf diventano tre gli attaccanti sotto la pioggia e il freddo. Questi tre corridori si sono leggermente staccati rispetto agli altri 11. Alle prime rampe della salita di Madonna di Pugliano, a 70 chilometri dall'arrivo si staccano in sette: Bidard, Pellaud, Boaro, Padun, Rosskopf, Hansen e Narváez. 

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A quaranta chilometri dall'arrivo hanno provato l'affondo Narvaez e Padun, dietro Clarke, poi sei corridori: Bidard, Pellaud, Boaro, Rosskopf, J. Hansen e van Empel a 50". Spettacolare l'ultima fase con i due fuggitivi di giornata sulla salita di Gorolo, sotto una pioggia battente. Clarke (terzo) è stato costretto a cambiare la bicicletta.  A 20 chilometri dall'arrivo la sfortuna si è accanita su Padun. L'ucraino della Bahrain-McLaren è stato costretto a un cambio bicicletta. Ne ha ovviamente approfittato Narvaez, in fuga al comando aiutato dalla fortuna. A pochi chilometri dall'arrivo ha mollato Padun, con Narvaez che ha preso il largo spingendo fino all'ultimo sui pedali.

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