Del Nero una prodezza da grande. Le dichiarazioni a caldo

Pareggio rocambolesco, con i legni che la fanno da padrone da una parte e dall'altra. Del Nero si traveste prima da assist man per Malonga, che spreca di testa, poi da bomber con una conclusione chirurgica

Partita effervescente, quella di domenica al Manuzzi. Dopo essere andati in svantaggio, ci si aspettava il solito tracollo invece la squadra ha saputo reagire e addirittura passare in vantaggio, per poi essere beffata con la solita disattenzione difensiva. Clima incandescente prima della gara e all’ingresso delle squadre dove, i fischi e i cori contro i giocatori, l’hanno fatta da padrone, tutt’altro umore invece, dopo il triplice fischio, quando dei timidi applausi hanno salutato i ragazzi.
 
Al termine del match, è Tommaso Arrigoni ha presentarsi per primo ai microfoni: “ Siamo stati finalmente squadra”, esordisce, poi spiega: “In alcuni momenti siamo stati perfetti, purtroppo però, con squadre molto lunghe era difficile giocare bene. Prima di entrare in campo eravamo molto carichi e sentivamo la partita”. Sulla protesta dei tifosi, che hanno accolto la squadra di spalle dice: “ Sinceramente, non me ne sono accorto, comunque fanno bene a contestare quando le cose non vanno bene. A me dispiace molto, ma devono sapere che stiamo facendo il massimo”.
 
Poi, è il turno di Martinho che, riguardo alle proteste dei tifosi, dichiara: “I tifosi sono arrabbiati, ma ci hanno sostenuto sempre, ora si sono spazientiti ed è normale, io mi alleno sempre con impegno e in partita do il massimo per la squadra”. Riguardo ad un suo possibile legame con la squadra romagnola, afferma: “Ho un contratto che mi lega al Catania, a fine stagione vedremo cosa fare; se si dovesse retrocedere preferirei trovare squadre di massima serie, ma ancora è troppo presto per parlare, voglio fare bene a Cesena”.
 
Con ancora le lacrime agli occhi, per la gioia del gol, si presenta Del Nero: “Il gol per me è stato molto importante. Aver segnato oggi è una gran gioia, dopo tanti allenamenti e tante domeniche passate a vedere i miei compagni scendere in campo a giocare, ed io, in panchina, è stata una soddisfazione. Avevo promesso il gol a Piangerelli e, quando ho visto la palla entrare, sono corso da lui ad abbracciarlo. Questo gol lo dedico a mia moglie Silvia e a mio figlio Davide”. Riguardo alla sua attuale forma fisica, spiega: “Sono uscito per crampi. E’ da molto che non gioco e, magari non ho i 90 minuti sulle gambe”.

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Prima di raggiungere il pullman, abbiamo un’ultima domanda: Simone, dopo il ritiro punitivo del presidente, oggi avete consegnato il vostro compitino, con un pareggio, che voto gli daresti? “Un bel 7, andando sotto di 1 gol a termine del primo tempo era difficile reagire ma, a differenza di Cagliari, la squadra ha dato il massimo e abbiamo reagito da squadra. Ora finalmente, mi sento un giocatore importante”.

Così, si va a concludere una domenica dal gusto agrodolce. Dopo un primo tempo, dove il Parma aveva avuto tutte le carte in regola per chiudere la gara, il Cesena è uscito dagli spogliatoi con un approccio diverso. In otto minuti è riuscito a ribaltare il risultato potendo addirittura chiudere se Malonga non avesse divorato un'azione colossale, su pregevole assist di Mutu. Purtroppo è la legge non scritta del calcio: quando sbagli, gli altri ti puniscono.
Escludendo i tanti illustri assenti della gara, i bianconeri finalmente hanno giocato alla pari e a viso aperto, promossi ancora una volta: Arrigoni, Santana, Martinho e Del Nero a pieno merito. Sicuro Antonioli, che salva il risultato in 2 diverse circostanze. Se le proteste portano questi risultati, continuate a protestare.
 

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