Cesena calcio: un minimo di rispetto per chi lavora!

Dopo un lungo periodo di punizione, dove i giocatori sono stati sfruttati, non pagati e percossi è arrivata l'attesissima libertà! Questa è finzione, o per lo meno, forse, quello che si aspettava l'accanito tifoso bianconero

Dopo un lungo periodo di punizione, dove i giocatori sono stati sfruttati, non pagati e percossi è arrivata l’attesissima libertà! Questa è finzione, o per lo meno, forse, quello che si aspettava l’accanito tifoso bianconero dopo le figuracce rimediate in giro per l’Italia con performance non degne di una squadra da massima serie. Tutto falso!

I giocatori bianconeri si sono ribellati alla schiavitù, una schiavitù che li obbligava soltanto ad allenarsi in ritiro con un pallone, lontano un po' da tutti per cercare la condizione e soprattutto la concentrazione necessaria. Chissà, come si dovrà sentire un operaio costretto a stare giorni lontano da casa per lavoro, per guadagnare mille euro? Questo signori è il calcio, un calcio dove i giocatori hanno in pugno la situazione , in cui basta un minimo pareggio per uscire dalla punizione. 

E’ vero che il ritiro si può condannare, per la sua applicazione tardiva e dai benefici che non stravolgeranno una classifica ormai annunciata, ma il fatto strano è quello che, l’operaio, in veste da calciatore possa stravolgere i piani di un direttore d’azienda, come in questo caso Campedelli. Dunque, non ci spetta che attendere domenica, per vedere i frutti di questa ribellione.

Una domanda comunque sorge spontanea: Ma se il classico ragazzo, appena uscito dagli studi, con un contratto a tempo determinato, si ribellasse al padrone e, non accettasse più le condizioni di lavoro, cosa succederebbe? Signori, qui si è davanti a giocatori che cercano di buttarla  in rete e, visto la posizione in classifica, si chiede di onorare la maglia, è forse troppo?

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Con un campionato, ormai agli sgoccioli, sembra che i giocatori si accaniscano di più con chi gli sta attorno; proviamo ad elencare qualche atteggiamento:
in principio si lamentavano dello scarso supporto della curva, poi, quando il tifo ha iniziato a cantare, seppur timidamente era troppo tardi. Poi, più recentemente si è evidenziato un malumore, derivante da offese o sfottò di alcuni tifosi verso società e alcuni giocatori. Poi, è la volta di mr Beretta che evidenzia il fatto che sarebbe opportuno protestare contro la squadra prima e alla fine del match. Non durante.
Forse si sono abituati troppo bene ad una piazza che sempre ha sostenuto i colori bianconeri, anche quando le cose non andavano bene. Sembra che le proteste siano tutti i mali mentre un esame di coscienza e scendere dal piedistallo, a volte, può servire.
 
Fatto sta che nella giornata di ieri i capoccia bianconeri:  
Antonioli, Colucci, Lauro, Von Bergen,Guana, Moras hanno voluto incontrare il presidente assieme ai dirigenti Marin e Minotti, chiedendo la cessazione del ritiro, dopo una lunga trattativa tra le parti, staremo a vedere cosa accadrà a Lecce.
 
Ieri intanto la squadra, si è allenata regolarmente, a parte: Guana, Parolo, Martinez e Iquinta sottoposti a massaggi e terapie. Singolare la protesta di un esausto tifoso che, ha imprecato contro Luca Ceccarelli, spiegando il suo attaccamento alla squadra. Il suo abbonamento ventennale ne è la prova; lamentava quindi di essere ripagato in malo modo da una squadra molle e indegna dei colori bianconeri.
Oggi, mercoledì doppia seduta a Villa Silvia, alle ore 11 e nel pomeriggio alle ore 15.
 

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