Il calcio si ferma, l'indignazione no



Un'altra pagina nera viene colorata nell'enciclopedia dello sport. Una morte che ha lasciato tutti senza parole e con molti dubbi.

 Piermario Morosini non ce l'ha fatta a vincere la partita più importante

Piermario Morosini, morto in campo a soli 26 anni (credit TM News/Infophoto)

Piermario Morosini non ce l'ha fatta a vincere la partita più importante della sua vita. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione sul giovane calciatore: "Le abbiamo provate tutte - ha spiegato il professor Paloscia - ma non c'è stato nulla da fare, neppure la corsa disperata del giocatore Marco Verrati nello spingere la barella della croce rossa è valsa a qualcosa". In questa tragedia che ha bloccato il mondo del calcio, oltre al malore fisico, spunta un altro presunto colpevole: un'auto della polizia che avrebbe fatto slittare l'ingresso dell'ambulanza.

L'auto, infatti, sembra aver ostruito il passaggio e per spostarla si è dovuti ricorrere alla frantumazione del lunotto posteriore, per poi spingerla di qualche metro per far passare i medici. Questo intoppo avrebbe fatto slittare i soccorsi di 4 minuti. Ore 15.30: Morosini cade sul campo e soltanto alle 15.38 l'ambulanza lascia il terreno di gioco. Il primo bollettino medico non lascia dubbi: si tratta di arresto cardiaco. Ore 16.22: viene installato un pacemaker al giovane. Ore 16.56: viene dichiarata la morte del giocatore.

Lunedì sarà effettuata l'autopsia per capire al meglio le cause del decesso, nel frattempo si parla di un possibile colpo alla testa in un normale contrasto aereo prima del crollo. Molti i messaggi dei colleghi di Piermario che, tramite i social network, hanno voluto ricordarlo come una persone umile e buona. Non è stata per nulla facile la vita del giocatore. A 13 anni perde la madre e due anni dopo pure il padre. Qualche anno fa se ne va anche il fratello disabile. Ora è lui stesso a lasciare la sorella, anche lei disabile, e la sua ragazza Anna, ancora sotto shock.

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Ora il calcio si ferma e si interroga su tanti e diversi perché. Perché così   tanti morti negli ultimi anni, nonostante i costanti controlli? Pura casualità o altro?   Perché quella macchina della polizia proprio davanti all'ingresso dei soccorsi? Perché quando   Raciti morì il calcio si fermò, oggi con il Moro il calcio giustamente si ferma, ma con Gabriele Sandri, il Gabbo, la macchina del calcio non si è fermata? Al di là delle risposte, Morosini, il Moro, è morto per la sua passione. Il suo cuore prima lo ha fatto innamorare perdutamente del calcio, per poi tradirlo proprio in una partita. Ciao Moro
 

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