Cesena verso il crack, dal Comune parte l'avviso di sfratto dallo stadio "Manuzzi"

Il Comune ha inviato una posta certificata, informando il club di Corso Sozzi dell'avvio del procedimento per la decadenza del contratto di concessione dello stadio comunale

Il Cesena Calcio sempre più sull'orlo del baratro. Lunedì mattina l'amministrazione comunale ha inviato una posta certificata, informando il club di Corso Sozzi dell'avvio del procedimento per la decadenza del contratto di concessione dello stadio comunale 'Dino Manuzzì' e dell'impianto sportivo di Villa Silvia, alla luce delle diversi e "gravi inadempienze" della società bianconera. Alla base della decisione del Comune, il fatto che il Cesena non ha rinnovato la polizza fideiussoria a garanzia degli obblighi contrattuali legati alla concessione dei due impianti, dell'importo di 255mila euro, richiesta da Palazzo Albornoz come tutela. Ad aggravare il quadro, c'è il fatto che il Cesena non ha rinnovato neppure l'assicurazione su Stadio e Villa Silvia, scaduta il 15 maggio. Al Cesena Calcio viene concesso un periodo di 15 giorni per sistemare la propria posizione.

Nel caso ciò non accadesse, le due strutture rientreranno nella disponibilità del Comune che si farà carico della loro manutenzione e del pagamento delle utenze: già quantificata intorno ai 60mila euro la somma necessaria per affrontare le spese dei prossimi tre mesi. Ma altri elementi contribuiscono a rendere la situazione molto preoccupante, visto che il Cesena Calcio ha saltato anche  il pagamento delle due ultime rate del mutuo (scadute rispettivamente il 31 luglio 2017 e il 31 gennaio 2018), acceso dalla società bianconera presso il Credito Sportivo per un importo di  2 milioni e 83.515 euro, per i lavori di adeguamento dello Stadio ai tempi della promozione in serie A del 2010: le due rate non pagate hanno un valore complessivo di 193.654,54 euro, mentre è alle porte la scadenza di una nuova rata, che dovrebbe essere pagata il prossimo 31 luglio. Inoltre, sempre riguardo a questo mutuo, va rilevato che l’Ac Cesena non ha fatto fronte neppure agli impegni fideiussori nei confronti del Comune stesso.

Sul tavolo c’è anche la questione dei nuovi lavori previsti allo Stadio per prepararlo ad ospitare le partite degli Europei Under 21 – 2019. Nella suddivisione dei compiti, il Comune doveva provvedere agli interventi strutturali, mentre all’Ac Cesena toccava il rifacimento del manto erboso. Non più tardi del 6 giugno scorso, nel corso di un incontro in cui erano presenti il direttore genarale della Figc Michele Uva, il Project leader Uefa Euro Under 21-2019 Andrea Stefani, il sindaco di Cesena Paolo Lucchi, l’assessore allo Sport Christian Castorri, il segretario generale del Comune di Cesena Manuela Lucia Mei, il capo di gabinetto Roberto Zoffoli e il presidente del Cesena Cesena Giorgio Lugaresi, quest’ultimo aveva consegnato un crono programma secondo il quale i lavori, affidati alla ditta Limonta Sport, sarebbero dovuti iniziare il 25 giugno, con una durata di 7 settimane. Ma, nei giorni scorsi, la stessa ditta Limonta ha segnalato che, pur essendo pronta con i materiali per la posa del manto erboso, non avrebbe proceduto all’intervento, ritenendo non più valido il contratto assunto con il Cesena Calcio.

In una lettera inviata oggi al direttore generale della Figc Michele Uva, il primo cittadino Lucchi e l’assessore allo Sport Christian Castorri, dopo averlo informato dell’avvio del procedimento di decadenza del contratto dello stadio, ribadiscono la decisione del Comune di farsi interamente carico dei lavori di adeguamento e di messa a norma dell’Orogel Stadium Dino Manuzzi, compresi quelli a carico della società bianconera. Lucchi e Castorri hanno informato del medesimo provvedimento anche il presidente della Lega di B Mauro Balata. 

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