Capitan Dotti: "La salvezza non ci basta, perché non sognare la Final-Six?"

Il portacolori cesenate del Gymnastic Romagna Team non si accontenta: "Da piccolo per farmi allenare mi regalavano degli insetti. Oggi, a 19 anni, non mi pongo limiti"

Nel prossimo campionato di serie A1, Andrea Dotti - 19enne capitano del Gymnastic Romagna Team - sarà una delle pedine più importanti nello scacchiere di Roberto Germani, anche se, come spiega il mister, per Andrea il 2021 dovrà essere "l'anno della definitiva maturazione per farlo diventare, già dalla prossima stagione, uno dei pilastri della squadra Senior del prossimo quadriennio". Del resto, Andrea - cesenate doc - in questi anni è cresciuto in fretta, anche quando - a 4 anni e mezzo - già si allenava con i bambini più grandi "perché - ricorda - i giochi con le palle e i cerchi mi hanno sempre annoiato". E che quel bimbo iper-attivo avesse talento da vendere, alla Renato Serra se ne sono accorti subito fin da quando, per la prima volta, si arrampicò sulla fune arrivando fino al soffitto: "A casa scalavo le credenze e, a volte, mi trovavano appeso ad un ramo di un albero. A quel punto, i miei genitori pensarono: se proprio deve arrampicarsi dovunque, almeno che lo faccia in palestra". 

Decisivo per Dotti, campione nazionale di categoria nel 2012, l'incontro con il mister Roberto Pasquali, il primo a scommettere sulle sue qualità: "Da adolescente - ricorda - peccavo un po' di costanza e allora l'allenatore, per motivarmi, utilizzava il 'trucco' dei premi. Io, a quel tempo, facevo la collezione degli insetti e lui, puntualmente, quando riuscivo a completare un esercizio correttamente, mi regalava farfalle e scarabei". Oggi, dopo 15 anni in pedana e tre anni in A2, Andrea si ritroverà nel 2021 nello storico olimpo dell'A1: "Un traguardo sudatissimo ma meritato - dice - perché, con il Covid di mezzo, la stagione è stata particolarmente lunga e farsi trovare sempre pronti non è stato per niente facile. L'obiettivo di quest'anno? Tutti hanno detto la salvezza, io preferisco non accontentarmi e sognare la Final-Six perché essere ambiziosi ti aiuta ad affrontare le gare con lo spirito giusto". 

L'avvicendamento tra Pasquali e Germani, sul piano tecnico, non l'ha sofferto più di tanto: "Sul piano umano - ammette - non è stato facile separarmi dall'allenatore che mi ha accompagnato per dieci anni, ma Pasquali è stato bravo ad indicare un successore all'altezza e anche ad affiancarlo per qualche tempo. Questa gradualità ci ha permesso di abituarci al cambiamento che, infatti, è stato importante ma fortunatamente non traumatico, anche perché Germani è davvero bravo". Fidanzato con Ilaria (sua coetanea e, anche lei, appassionata di ginnastica), oggi Andrea si sente molto più maturo: "Da giovane ero troppo incostante - ammette - oggi credo di aver trovato il giusto equilibrio e, soprattutto, le giuste motivazioni. Mi sono anche iscritto all'università (facoltà d'ingegneria scienze informatiche), non sarà semplice conciliare gli allenamenti con lo studio, ma i sacrifici non mi hanno mai spaventato e farò di tutto per essere all'altezza sia sui banchi che in pedana". 

Più generalista che specialista, lo scorso anno - durante il lockdown - ha fatto enormi progressi soprattutto alle parallele ("per tanti anni la mia bestia nera") e oggi, al di là dei margini di miglioramento, si sente un atleta tecnicamente ormai completo: "Con la Nazionale quest'anno sarò un po' chiuso - conclude - perché davanti a me c'è ancora il gruppo dei Senior, ma mi concentrerò sulla Coppa Campioni, la serie A, gli Assoluti e, a fine anno, sui Campionati di categoria. Sarà una stagione lunga e la serie A1 è uno stimolo pazzesco. L'obiettivo è quello di sempre: crescere ancora, come atleta e come squadra". 

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