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Domenica, 29 Gennaio 2023
Calcio

Il Cesena agli americani, Manuzzi: "Si 'romagnolizzeranno'. Ricordo le riunioni alle 5 di mattina, non c'erano neanche i calzettoni"

Michele Manuzzi, nipote dell'indimenticato Dino, ha guidato la holding Cesena Cfc, ed è senza dubbio tra i principali artefici della resurrezione del Cavalluccio, costretto dopo il fallimento a ripartire dall'inferno della serie D

ll 28 novembre 2022 è stato un giorno storico per il calcio a Cesena, il nero su bianco ha sancito il trasferimento del restante 40% del pacchetto azionario del club, detenuto da Holding Cfc Spa, in capo a Jrl Investment Partners Llc, la società di proprietà dei co-presidenti statunitensi Robert Lewis e John Aiello. In pratica il Cavalluccio è diventato al 100% a stelle e strisce. Una rivoluzione per una società storicamente portata avanti da romagnoli e con risorse del territorio. Michele Manuzzi, nipote dell'indimenticato Dino, ha guidato la holding Cesena Cfc, ed è senza dubbio tra i principali artefici della resurrezione del Cavalluccio, costretto dopo il doloroso fallimento a ripartire dall'inferno della serie D.

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Manuzzi, il Cesena è al 100% americano, avete lasciato il Cavalluccio in buone mani?

Direi proprio di sì, gli americani stanno facendo degli investimenti importanti, possiamo stare tranquilli

E' una sorta di rivoluzione, con un Cesena non più a guida romagnola, cosa vi aspettate? Cambierà la filosofia del club?

Penso proprio di sì, perché la mentalità americana è diversa da quella romagnola, io ho bene in mente il calcio ai tempi di mio nonno Dino. Oggi abbiamo un mercato globale, ed è normale che investitori stranieri diventino 'padroni'  delle nostre squadre. Penso che saranno gli americani con il tempo a 'romagnolizzarsi'

Perché c'è stata una accelerazione della cessione del restante 40% rispetto alla tabella di marcia?

Ma in realtà i tempi sono stati quelli preventivati, abbiamo ritenuto completato il processo di transizione e non c'era più bisogno di un accompagnamento. Mettere nero su bianco due mesi prima o due mesi dopo cambiava poco. La nuova proprietà aveva preso in mano le redini del club ed è stato giusto concludere subito la cessione anche del restante 40%

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Il primo ricordo che ha di un Cesena preso dalle ceneri del fallimento?

Ricordo con piacere le primissime riunioni fatte alle 5 di mattina, con Lorenzo Lelli, con il gruppo Orogel, con i primi amici che hanno condiviso questo progetto portato avanti per spirito di servizio, eravamo in quattro. Quando siamo partiti non c'era nulla, neanche i calzettoni per i calciatori, fondamentale è stato l'appoggio immediato di Daniele Martini, il titolo sportivo del Martorano è stato fondamentale per ripartire. Perdere un anno di calcio a Cesena sarebbe stato devastante considerando poi anche l'arrivo del covid. Il ricordo che mi porto dentro è l'entusiasmo di un gruppo di amici

Il momento più bello?

La Promozione dalla D alla C, ma anche la trasferta di Olbia, bei momenti in cui ci siamo concessi anche una giornata al mare

E il momento più difficile?

Devo dire l'esonero di Modesto, è stato un dispiacere grande, perchè era diventato un amico, ma nel lavoro bisogna restare lucidi, al di là di questo fu una scelta davvero molto sofferta

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