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Da Cesena il cambio di mentalità, dopo il parto Alice Pignagnoli è tornata in porta: "Si può fare"

La sua storia ha riscosso risonanza mediatica dopo la decisione del Cesena, che lo scorso anno decise di rinnovarle il contratto di fronte alla notizia della maternità

Portiere del Cesena femminile, Alice Pignagnoli vanta una prestigiosa carriera avendo vestito - tra le altre - le maglie di Milan, Napoli e Genoa, e avendo vinto nella stagione di militanza al Torres (2011/12) campionato e supercoppa italiana. La sua storia ha riscosso risonanza mediatica dopo la decisione del Cesena, che lo scorso anno decise di rinnovarle il contratto di fronte alla notizia della maternità del portiere. Dopo la nascita di Eva nel mese di agosto, già a novembre l'estrema difensore è tornata in campo, e oggi assieme alle compagne sogna la promozione in serie A. 

Come è stato rientrare lo scorso novembre, dopo tanti mesi lontani dal campo?

"Dopo un po' di nervosismo che sentivo nel riscaldamento, soprattutto perché mi allenavo già dopo il primo mese post-parto, poi avevo perso 15 kg... visti i sacrifici fatti, sentivo l'importanza di quel momento a livello emotivo. Però, dopo essermi tolta un po' la tensione, poi in campo è stato stupendo perché era come se l'ultima partita l'avessi giocata una settimana prima, quindi è stato molto strano oltre che bello".

Oggi invece, è riuscita a tornare alla condizione pre-Covid?

"Questa è una cosa difficile da dire, che può giudicare chi mi vede da fuori. Personalmente mi sento diversa e migliore, come nella gestione mentale di alcune situazioni. La bimba mi ha dato molta serenità, quindi anche quando mi alleno lo faccio in maniera diversa. Mi sento un'atleta migliore, però se a livello fisico sono tornata agli standard che avevo quando ero rimasta incinta, questo lo possono dire solo i miei Mister".

Pensa che le ragazze che vogliano sfondare nel mondo dello sport siano spinte a sacrificare il desiderio di maternità?

"Penso in parte di sì, ma questo vale anche per molte altre lavoratrici qui in Italia. Si pensa che la donna debba stare a casa se voglia fare i figli e debba occuparsene, altrimenti deve rinunciare. Questa è la mentalità che c'è, perché si pensa che una mamma non sia in grado di lavorare nello stesso modo di una donna non mamma, poi già le donne vengono svantaggiate in altri modi sui luoghi di lavoro, non solo nello sport. A maggior ragione arriviamo a quell'età in cui sappiamo sarebbe il momento di iniziare a pensarci, però la paura è che questa cosa possa segnare la fine della carriera. Al Cesena, con la mia forza di volontà, la società che ha creduto in me, le persone che mi hanno seguito e i dottori, abbiamo dimostrato un po' a tutto il mondo dello sport che invece le donne possono fare entrambi e con grande successo". 

Ha mai pensato a quella che potrebbe essere la soluzione a questo problema?

"La soluzione deve partire da lontano, bisogna cambiare sicuramente mentalità, pensare a delle opportunità concrete alle mamme. Faccio un esempio: la società ha permesso di allenarmi due volte a settimana a Reggio Emilia col mio preparatore, e altre due volte a Cesena con la squadra. Poi ora riesco a venire giù tutti i giorni perché la bimba è brava, sta bene e riesco a gestirla, però comunque dare delle soluzioni che rendano possibile questo connubio mamma e atleta, ma soprattutto dare le strutture, gli strumenti, i professionisti necessari perché una mamma si senta supportata nel fare questo grande passo, che implica anche sacrificare qualcosa. Io ad esempio essendo stata in campo a 40 giorni dal parto ho rinunciato a tanti momenti con Eva, però era una cosa che volevo fare e ho avuto il supporto necessario, soprattutto medico, Diversamente è impossibile questo tipo di percorso".

E' soddisfatta di come sta andando questa stagione a livello di squadra?

"Sì, abbiamo avuto qualche passaggio a vuoto, dimostra che non siamo ancora mature per fare un campionato veramente di vertice. Però è stato un torneo importantissimo perché ci ha traslato dal Cesena che punta a salvarsi a un Cesena molto più rilanciato, la società ci aveva detto che questo sarebbe dovuto essere un anno di passaggio per poi poter preparare la squadra a giocare per stare davanti. Alla fine credo che stiamo assolutamente rispettando le aspettative della società".

Siete a -6 dal secondo posto, che vorrebbe dire Serie A. Lo ritenete ancora raggiungibile a 4 giornate dalla fine?

"Come ci dice sempre il Mister, ragioniamo e prepariamo partita per partita e allenamento per allenamento. Noi domenica andiamo in campo per vincere, già il fatto di stare vicino a quell'obiettivo è importante, perché come dicevo prima se non servirà quest'anno, sarà utile per il prossimo. Pomigliano e Lazio stanno dimostrando di avere qualcosina in più, però noi assolutamente continueremo a lavorare per questo obiettivo".

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