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Accrediti stampa negati a due cronisti: il Cesena finisce nel mirino dell'Ordine dei Giornalisti

Il mancato rilascio della tessera risale dall'inizio di febbraio, "in coincidenza - spiega l'ordine - con la pubblicazione di una serie di articoli sui conti della società e strane trattative di mercato"

Il Cesena Calcio nel mirino dell'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna per aver negato tre mesi di accrediti al giornalista professionista Emanuele Conti e al giornalista pubblicista Gian Piero Travini di “TuttoCesena” (testata del network TuttoMercatoWeb). Il mancato rilascio della tessera risale dall'inizio di febbraio, "in coincidenza - spiega l'ordine - con la pubblicazione di una serie di articoli sui conti della società e strane trattative di mercato".

"Concedere o negare accrediti rientra nelle facoltà di una società sportiva - prosegue l'Ordine -. Ma non accreditare i giornalisti sgraditi rappresenta un chiaro tentativo di condizionamento della libertà di stampa. Non è la prima volta che l’Associazione calcio Cesena si comporta in questa maniera con i giornalisti locali. Già a fine dicembre 2015 l’Ordine dei giornalisti Emilia-Romagna prese posizione sulla società, a seguito di violenti attacchi mossi dal presidente del Cesena Giorgio Lugaresi, sui social network, nei confronti dello stesso Travini e del giornalista pubblicista Stefano Severi".

E ancora prima il presidente del Cesena aveva invocato il bavaglio nei confronti di chiunque osasse praticare la “lesa maestà” nei confronti suoi e della società, arrivando addirittura a bloccare in tipografia un giornale già pronto per la stampa. Senza contare le numerose “cacciate” subite in passato da altre voci contrarie - conclude l'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna -. Ostacolare la possibilità di espressione dei giornalisti rappresenta una decisione grave, una inaccettabile limitazione al diritto di cronaca e critica. L’auspicio è che il Cesena calcio torni al più presto sui propri passi, facendo sì che ai cittadini-lettori sia garantita l’informazione più libera e plurale possibile".

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