Venerdì, 30 Luglio 2021
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Storia e tradizione della festa di San Giovanni: come è nato il fischietto di zucchero

Traccia un quadro, tra storia e tradizione, Gabriele Papi, giornalista e storico locale, nipote di quel Vincenzo Papi inventore dello stampo per il fischietto di zucchero

La festa di San Giovanni affonda le proprie radici nell'antichità. Il mescolarsi delle tradizioni, negli anni, ha creato intorno a questa ricorrenza, racconti e superstizioni, alle quali però non vogliamo fermarci. Accanto a queste ci sono oggetti rituali, tipici di questa festa, come il fischietto a forma di oca, che veniva realizzato in terracotta. Nel secolo scorso,  ci fu l'idea rivoluzionaria, che diede vita ad uno dei simboli di San Giovanni, il fischietto di zucchero.

Traccia un quadro, tra storia e tradizione, Gabriele Papi, giornalista e storico locale, nipote di quel Vincenzo Papi, inventore dello stampo per il fischietto di zucchero, la cui storia ha raccontato nel volume "La vera storia del fischietto di San Giovanni e una postilla dalla parte delle streghe", pubblicato nel 2019.

“San Giovanni, fino a 30-40 anni fa, era il giorno dei regali per i bambini, cadeva quasi alla fine della scuola ed i nonni e gli zii acontentavano i piccoli nipoti. La fiera durava solo un giorno, ma c'era poi il luna park con autoscontri e pesche di giocattoli. San Govanni Battista era un santo severo, ma non dimentichiamo anche che era coetaneo di Gesù: in alcuni capolavori di Raffaello, ad esempio,i due compaiono bambini, mentre giocano insieme, anche con un uccellino, ed anche nei vangeli apocrifi si legge di Gesù che si divertiva a costruire animaletti di terracotta”, racconta . 

E così c'è modo di guardare la tradizione di San Giovanni, in maniera più approfondita e non solo legata alle streghe e all'occulto, come spesso si crede. Ecco la storia del fischietto di zucchero, nato in epoca più recente rispetto a quello terracotta. 

Come è nato il fischietto di zucchero

Vincenzo Papi fu colui che realizzò il prototipo della famosa paperella. “Quella dei fischietti è una vecchia tradizione, prima erano di terracotta e poi di zucchero, si trovavano in tutte le fiere e sagre, in particolare a forma di gallo, tipico simbolo romagnolo. Verso gli anni '30 del secolo scorso – ricorda Gabriele Papi - due signore ambulanti di Forlì, Lucia ed Evelina, che avevano esperienza come caramellaie, chiesero a mio nonno, che era un loro cugino, di preparargli stampi in metallo a conchiglia, in cui loro potessero colare lo zucchero per i fischietti”, prosegue Papi.

“Mio nonno insegnava fonderia al Comandini di Cesena e, grazie alle tecnologie disponibili all'istituto, riuscì ad elaborare lo stampo, che dal gallo, raffigurò poi una paperella, più semplice da realizzare. Fu la signora Evelina a pensare ad un fischietto diverso, a forma di ochetta, visto che il gallo si poteva piazzare in ogni fiera,  mentre la paperella aveva anche un riferimento al borgo della Valdoca”, conclude. 

Inventiva, marketing e tecnologia sono  stati alla base della nascita di quello che è uno dei simboli della festa del patrono cesenate, nei primi decenni dello scorso secolo.

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