rotate-mobile
Mercoledì, 28 Settembre 2022
social Verghereto

Il piccolo tesoro dell'Alta Valle del Savio: il frutto che rischia l'estinzione

Matura da fine agosto, ma è nella maturazione tardiva che la polpa, nascosta sotto una buccia verde, raggiunge il rosa acceso, da cui le deriva il nome

Fa parte della tradizione culinaria dell'Alta Valle del Savio, ai piedi del Monte Fumaiolo, soprattutto delle località Ville di Montecoronaro e altre aree dei comuni di Verghereto e Bagno di Romagna, perchè qui viene coltivata. La pera cocomerina è un frutto singolare, di piccole dimensioni e dal colore insolito, che in queste zone viene utilizzato in ricette e trasformato in prodotti, quali marmellate e liquori ad esempio. 

Questo frutto è stato salvato dall'estinzione proprio nella zona di Verghereto, dove in questi giorni è celebrata in una sagra ormai radicata e nel 2003 è stato istituito il presidio Slow Food pera cocomerina. E' chiamata anche pera 'briaca' o pera cocomera, poi il diminutivo, viste le dimensioni: un frutto pesa di 20 ai 60 grammi circa. 

Matura da fine agosto, ma è nella maturazione tardiva che la polpa, nascosta sotto una buccia verde, raggiunge il rosa acceso, da cui le deriva il nome. Sul sito dedicato si legge: “Dolce e molto profumata, dal vago sentore moscato e di sorba, la Cocomerina si conserva per poco tempo ed è molto sensibile alla ticchiolatura. Due i periodi di raccolta: le prime maturano alla fine di agosto, le tardive si raccolgono alla fine di ottobre. Entrambe vanno consumate subito, al momento della raccolta, quasi prima che cadano, altrimenti si perdono molte delle loro caratteristiche organolettiche. Data la particolare aromaticità e la fragilità del frutto, che ne rende difficile la commercializzazione, la pera cocomerina si presta molto bene alla trasformazione in marmellate o liquori”.

E ancora: “Gli alberi rimasti sono pochissimi e rischiano l’inselvatichimento e l’estinzione. Per valorizzare e incrementare la coltivazione della pera cocomerina si è costituita un associazione che, creando una rete di tutti i coltivatori presenti sul territorio, si occupa di raccogliere ogni anno il prodotto, di trasformarlo e commercializzarlo in confetture e liquori. Tra gli obiettivi del presidio c’é il censimento di tutte le piante esistenti, la sistemazione delle piante inselvatichite, l’assistenza ai coltivatori e la realizzazione di un campo didattico sperimentale”.


.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il piccolo tesoro dell'Alta Valle del Savio: il frutto che rischia l'estinzione

CesenaToday è in caricamento