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Celiachia, appello di una mamma: "Bar e bagni in spiaggia, offrite gli alimenti, basta poco"

Redazione

La stagione estiva è ormai alle porte e mi preme particolarmente sensibilizzare il nostro territorio, eccellenza sul fronte dei servizi per il turismo e delle aree di ospitalità in genere, sul tema della celiachia. Le stime ufficiali riportate relazione annuale del parlamento sulla celiachia 2016 parlano dell’ 1% di popolazione celiaca tra quanti già diagnosticati e non. Per questo, visti i numeri, è veramente importante che il nostro territorio sia in grado di supportare una richiesta che spesso, anzi quasi sempre, non viene soddisfatta, ovvero la possibilita’ per un celiaco (turista o non) di poter accedere serenamente a bar, piadinerie, bagni in spiaggia, hotel e trovare alimenti freschi o anche confezionati consentiti. 

Molti bambini soffrono questa malattia, che diviene sempre di più una discriminante sociale e relazionale. Per un bimbo l’assenza di cibo consentito in un bar a spiaggia in una gelateria o in un qualsiasi altra struttura crea un disagio che si trasforma in tristezza, frustrazione e spesso purtroppo emarginazione. sentirsi dire ogni giorno, “mi spiace per te qui non hanno nulla!” e dover costantemente portare cibo da casa è scocciante per un adulto…  per un bimbo è devastante, soprattutto quado inizia a rendersi conto che la propria condizione è definitiva perché dalla celiachia non si guarisce, con la celiachia si è costretti a convivere per tutta la vita! 

Basta veramente poco per ovviare a questo grande disagio, mi rivolgo ai titolari dei pubblici esercizi: chiedete ai vostri fornitori! molti di loro commercializzano alimenti per celiaci già pronti, confezionati, che non necessitano per la loro preparazione di cucine separate o autorizzazioni di nessun tipo. Inoltre, molti forni di zona producono alimenti per celiaci freschi, successivamente confezionati, che possono essere distribuiti ai clienti in tutta tranquillità!  Perché è inaccettabile che prima di passare una domenica in spiaggia o comunque fuori casa un celiaco sia costretto ad andare ad acquistare la pizzetta al trancio in farmacia perché al bar non la trova. Confido nella grande forza d’animo dei nostri imprenditori locali del turismo e soprattutto dei gestori di bar e bagni al mare, che fanno miracoli ogni giorno per soddisfare le mille richieste dei propri ospiti, e regalare sorrisi ai bimbi. Ci tengo a precisare che non sono una commerciante di prodotti gluten free, nemmeno un’esponente di chissà quale ente o associazione, sono semplicemente una mamma e credo fermamente che l’accesso al cibo fuori casa sia un diritto di tutti.
 

M.B.

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