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La piccola comunità di San Martino in Appozzo celebra la Madonna: la storia della parrocchia

“Centonove anni fa, nel 1912, il parroco don Giuseppe Mariani apriva la “Cassa Rurale”, frutto dell’opera sociale dei cattolici nella Diocesi di Sarsina, della quale resta la piccola cassaforte a muro in una parete della canonica".

Ubicato su un pianoro rialzato, San Martino  in Appozzo, localita delle colline di Sarsina, offre al visitatore un panorama davvero gradevole. Un luogo, questo, che da oltre un millennio vede riunirsi i cristiani della zona. Saranno riuniti anche domenica, 9 maggio, per la festa della Madonna. Alle 16 sarà  celebrrata la messa solenne seguita dal canto delle litanie secondo la melodia sarsinate. La processione è sospesa per norme Covid. 

“Un culto a Maria antico, testimoniato anche da una statuetta seicentesca in legno, abbastanza rara”, racconta don Daniele Bosi, parroco di Villa Chiaviche, ma originario di Sarsina. Durante il rinfresco, dove tutto sarà monoporzione secondo le regole, le due trombe a pioggia “Geloso,” storiche, del 1960, diffonderanno musica romagnola. “Ogni anno questa è una occasione per ritrovare le persone originarie della parrocchia che, da 500 abitanti alla fine degli anni ’40, sono rimaste 40. Anche se è stato ormai dimenticato, per secoli la parrocchia fu sede del 'Vicariato di San Martino' al quale facevano capo le parrocchie, ora soppresse, di Pagno, Massa e Rivolpaio. Sul monte poco distante, Appozzo, in antico c’era il castello con un oratorio, del quale rimangono poche tracce, anche in seguito a lavori agricoli”, ricorda Bosi. 

“Centonove anni fa, nel 1912, il parroco don Giuseppe Mariani apriva la “Cassa Rurale”, frutto dell’opera sociale dei cattolici nella Diocesi di Sarsina, della quale resta la piccola cassaforte a muro in una parete della canonica. La chiesa, che per i molti rimaneggiamenti può apparire recente, è di fondazione ultramillenaria, alcuni muri e le interessanti cantine sono dell’XI secolo. Negli anni ’60, ad opera di don Vittorio Morosi, parroco per 57 anni, dal 1950 alla sua morte nel 2007, venne sistemato l’interno, aggiunto l’ingresso, rimpicciolita la canonica, nel’88 il nuovo altare e pavimento – prosegue il parroco nel racconto -. La sorella di don Morosi, Afra, ha donato ad un custode diverse fotografie e filmini '8 mm' da lui prodotte negli anni ’50 e ’60, che rappresentano documenti importanti, se non gli unici di quel tempo, della vita della comunità. Il campanile ospita un doppio di 3 campane del 1930 di fattura e armoniosità uniche. Da quasi 8 anni, in assenza del sacerdote, l’accolito Giampaolo Bernabini di Sarsina anima la liturgia domenicale”.

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