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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Lo chef romagnolo d'adozione riapre la trattoria e la fa rinascere: "Le bollette? Triplicate, ma non alzo i prezzi"

Il 53enne ha avuto il coraggio di far ripartire e risollevare il locale dopo un periodo di sofferenza. La storia di Maurizio: prima cliente, poi cuoco ed infine titolare della trattoria

La cucina romagnola genuina è più forte anche della recessione economica e del caro-vita che ha fatto schizzare la bolletta del gas della trattoria del +300%. Al timone della trattoria 'Al Mulino' lungo la via Emilia a Savignano c'è un classico 'romagnolo di adozione', lo chef di Santarcangelo Maurizio Sergio. Il 53enne ha avuto il coraggio di far ripartire e risollevare il locale dopo un periodo di sofferenza. Originario di Caserta, è in Romagna da quasi 40 anni ed ha accumulato un curriculum di tutto rispetto. "Ho lavorato per tanti anni nel mitico ristorante Alfredo a Riccione, la cucina è una passione di famiglia tramandata di padre in figlio, mio nonno ha lavorato nel famoso hotel Vesuvio a Napoli".

Quella di Maurizio è anche un po' una storia di 'rinascita' personale trovata nel lavoro. "Ho iniziato a frequentare la trattoria come cliente, mi ero separato da mia moglie e abitavo in un vicino residence a Savignano, per questo venivo spesso a mangiare qui 'Al Mulino'. Dopo la scomparsa del titolare sua moglie mi ha chiesto di darle una mano come cuoco, l'azienda era in sofferenza e dopo un po' di tempo la signora, che non aveva più il supporto del marito, ha deciso di chiudere l'attività". 

Un momento doloroso e difficile, è proprio in questo momento che Sergio decide di fare il 'salto': da semplice chef diventa imprenditore per risollevare le sorti del 'Mulino'. "Il ristorante ha chiuso ad agosto 2022, ed io ho deciso di riaprirlo a settembre 2022". Oggi è un'oasi del gusto della cucina romagnola con alla guida il 'Cannavacciuolo' di Santarcangelo che ha impresso alla trattoria una direzione popolare. In pratica piatti abbondanti e gustosi, ma politica low cost: "Voglio mantenere i prezzi competitivi perché tutti, in un periodo di crisi economica, hanno il diritto di andare a mangiare fuori. Questo è il messaggio che voglio lanciare, faccio i salti mortali per mantenere un prezzo contenuto e piatti di qualità. Il ristorante non deve diventare un 'bene di lusso'. Per ora siamo aperti tutti i giorni a pranzo, ma vorremmo aprire anche la sera".

Una scelta portata avanti da Maurizio nonostante il drammatico caro-bollette. Emblematico il caso della sua trattoria: "Se parliamo del gas c'è stato un aumento praticamente del 300%, pagavo circa 1200 euro, ora la bolletta è arrivata a sfiorare i 4000 euro. Questo non è più sostenibile, ma non scarico i rincari sui clienti".

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