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Giovedì, 9 Febbraio 2023
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I piatti romagnoli e la tradizione delle osterie alla conquista di Bologna: il giovane ristoratore di Savignano 'batte' la pandemia

Il giovane ristoratore (classe '89)Luca Amadori, ha voluto buttarsi in questa avventura in un periodo poco felice per l'economia, vincendo dopo otto mesi la sua sfida

Un diploma di Perito commerciale ma la ristorazione e la cucina sempre nel cuore e, soprattutto, nel suo destino. E, infatti, a 33 anni, esattamente il 2 aprile 2022, il giovane Luca Amadori da Savignano sul Rubicone, ha coronato il suo sogno, aprendo l'“Osteria De Burdèl” in quel di Bologna. Il locale, che si trova in via Andrea Costa.

Il nome, rigorosamente in dialetto romagnolo per richiamare il format, significa “l’osteria del ragazzo”, ed ha come obiettivo quello di esportare la tradizione romagnola fuori dai confini della Romagna e non solo. Nonostante i due anni di pandemia e la guerra in Ucraina che sta mettendo in ginocchio l'economia e le imprese, Amadori ha deciso di lanciarsi in questa sfida e dopo solo 8 mesi sembra aver avuto la meglio.

Amadori racconta quando è nato l'amore per la ristorazione. “A 14 anni, nella classica stagione estiva, quando ho avuto la mia prima esperienza come cameriere di sala. Mi sono diplomato nel 2007 come Perito commerciale, corrispondente in lingue estere e parlo correntemente inglese, francese e spagnolo. Poi, nel 2014, a 25 anni, vengo assunto da Maurizio Campedelli, patron del ristorante “Onda Blu” di S. Mauro a Mare. In cinque anni con lui sono cresciuto in modo esponenziale, sia come professionista che come uomo" Da lì la svolta verso Bologna, “perché, due anni fa, ho conosciuto Debora, la mia attuale compagna di vita sia privata che professionale, dà una mano sia in sala che in cucina. Volevo fare qualcosa per me - racconta Amadori - per migliorare la mia vita e, visto che avevo le competenze e, soprattutto, la voglia di provarci, ho detto proviamoci! E così, il 2 aprile 2022, il mio sogno si è finalmente realizzato”.

In cucina il titolare ha scelto lo chef bolognese Massimiliano Burzi. "Max è un professionista di 46 anni e dall’alto dei suoi 25 anni di esperienza nel settore, si è innamorato del progetto dell’Osteria e insieme abbiamo creato un menù che si rifà alla cucina della nonna, rivista in chiave moderna. Abbiamo deciso di riportare il format delle Osterie di una volta, dove poter andare anche solo per un bicchiere in compagnia, un aperitivo oppure un dopo cena, con un'importante selezione di amari, distillati, cocktails e vino. La proposta culinaria, di mare e terra, a cura dello chef, è improntata alla freschezza e stagionalità delle materie prime, con una proposta elegante e mai uguale, volta a riscoprire le gioie della purezza della cucina di casa. Per fare questo, è indispensabile tenere una lista di piatti all’apparenza breve, ma ricca di sostanza e tanta, tanta ricerca”.

“Utilizziamo materie prime del territorio romagnolo, come la Mora Romagnola (maiale scuro presidio Slow Food autoctono delle colline di Romagna, cresciuto allo stato brado ndr), ed il pesce del nostro mare adriatico (secondo pescato ndr), oltre alla pasta fatta in casa - spiega Amadori -. La gente sta iniziando a conoscerci ed apprezza sia la goliardia, che all’Osteria è di casa, ma anche e, soprattutto, la nostra scelta di puntare più alla qualità del prodotto piuttosto che alla quantità dell’offerta. Lo dimostrano infatti le bellissime recensioni online scritte dalla nostra clientela, sulla pagina di google, su facebook e sul portale thefork, dove è anche possibile prenotare un tavolo direttamente online”. Ma come sono andate le feste natalizie? “Quest’anno abbiamo notato un cambiamento importante nell’affluenza: c’è stato un aumento significativo del lavoro nelle serate infrasettimanali, con le classiche cene di auguri e ritrovi familiari, ed un conseguente calo nei giorni di festa”.

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