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Da Mercato Saraceno al Polo Nord, la vita avventurosa di Filippo Zappi

Scopriamo insieme la storia di Filippo Zappi, l'aviatore mercatese che partecipò alla sfortunata spedizione al Polo Nord del dirigibile Italia.

Da Mercato Saraceno al Polo Nord anche oggi c'è un'enorme distanza, ma riuscite a immaginare quanto dovesse essere improbabile a inizio '900? Eppure Filippo Zappi, nato nel 1896 a Mercato Saraceno, arrivò fino ai "confini del mondo", e ne tornò anche.

La carriera militare

Dopo aver partecipato nel 1912 alla guerra Italo-turca, nel 1915 il giovane Filippo viene nominato Guardiamarina. Doveva avere un carattere spericolato e avventuroso, se è vero che si impegna e ottiene il brevetto di pilota di aereo-dirigibili – il primo volo dei fratelli Wright era stato nel 1903, quindi si trattava di una disciplina nuovissima. Per meriti di guerra viene insignito della medaglia di bronzo al valor militare e nel 1918 è promosso a Tenente di Vascello per meriti di guerra, ma la carriera di Filippo Zappi non sembra volersi fermare: nel 1927 per meriti speciali è promosso a Capitano di Corvetta della Regia Marina, ed è allora che viene coinvolto nella storia che lo porterà al Polo Nord.

Il dirigibile Italia e il Polo Nord

L'idea di compiere una spedizione scientifica al Polo Nord era stata di Umberto Nobile, ingegnere e Generale del Genio della Regia Aeronautica Umberto Nobile. L'aeronave Italia fu pertanto messa a disposizione di Nobile, che ne sarebbe stato il comandante. Filippo Zappi fu chiamato a partecipare alla spedizione come secondo ufficiale navigatore del dirigibile: l'equipaggio era composto in tutto da 18 persone, di cui 3 per le osservazioni scientifiche e 2 giornalisti che erano incaricati di raccogliere per la stampa ogni informazione sulla straordinaria spedizione.

Partito il 19 marzo 1928 da Ciampino, il dirigibile Italia sostò a Baggio a Milano, da cui partì il 15 aprile dello stesso anno, per poi giungere nelle Isole Svalbard il 6 maggio. Da lì partirono 3 voli esplorativi: il primo fu interrotto dopo appena 8 ore; il secondo volo durò invece 3 giorni e in totale portò all'esplorazione di circa 50mila metriquadrati di terra sconosciuta. Fu il terzo volo, iniziato il 23 maggio, a rendere infelicemente famosa questa spedizione.

La disgrazia del dirigibile Italia

L'obiettivo del terzo volo del dirigibile Italia era di raggiungere il Polo Nord: a bordo erano presenti 16 persone, fra le quali c'era anche Filippo Zappi. Una volta raggiunto il polo, non si poté procedere come era nei piani a lasciare una squadra sul posto per via del tempo in peggioramento, tuttavia non si rinunciò ai gesti simbolici e ai festeggiamenti: furono lanciati sul polo una bandiera italiana, la croce lignea donata da papa Pio XI, il medaglione della Madonna del Fuoco di Forlì, e furono inoltrati messaggi radio al Papa, al Re e al Duce. 

La tragedia si consumò nella fase di rientro: infatti i venti di coda, che avevano agevolato l'andata, ora creavano gravi problemi. Nonostante il tentativo dell'equipaggio di riportare la nave in quota, la coda della nave si abbassò improvvisamente di 8 gradi. Per evitare incendi nell'urto ormai inevitabile si spensero i motori e si cercò di mollare la catena-zavorra, che però si era impigliata nel ghiaccio sottostante.
L'impatto coinvolse prima la poppa del dirigibile, poi la navicella di comando, che si sfasciò nell'impatto. Nello schianto furono sbalzati a terra dieci uomini, ma sopravvissero in 8, fra cui Nobile e il nostro mercatese, Filippo Zappi. I restanti 6 membri dell'equipaggio rimasero intrappolati nell'involucro del dirigibile che, alleggerito, riprese cuota e scomparve alla vista e non fu mai ritrovato.
Al momento dell'impatto, fortunatamente, si era sparso sul ghiaccio circostante del materiale che era stato preparato per la spedizione a terra: fra questo anche una tenda da campo, dove i naufraghi trovarono riparo, la stazione radio campale e strumenti per la misurazione delle coordinate e rifornimenti che permisero ai sopravvissuti all'impatto di sopravvivere. Solo il 9 giugno furono intercettate le coordinate dei naufraghi e si attivarono le operazioni di soccorso.

Come si racconta nel libro "Le esplorazioni – i grandi navigatori del mare, dell'aria e dello spazio – le esplorazioni polari e Filippo Zappi" a cura del Rotary Club "Valle del Savio", l'aviatore mercatese venne tratto in salvo solo il 12 luglio 1928.

Dopo l'avventura

Cosa accadde al nostro concittadino mercatese dopo la drammatica esperienza vissuta al Polo? Probabilmente ne aveva abbastanza di avventure, penserete... ma no, si può dire che semplicemente passò ad avventure un po' meno spericolate. Già l'anno successivo infatti Filippo Zappi passò alla carriera diplomatica: divenne console, fra il 1929 e il 1944, in diversi paesi stranieri (Cina, Austria, Portogallo) e in seguito fu Ambasciatore in Arabia Saudita e in Finlandia. 
Morì improvvisamente a Udine, nel corso di una riunione della delegazione che presiedeva, il 3 luglio del 1961, e fu sepolto a Mercato Saraceno nella tomba di famiglia. 

Muore improvvisamente a Udine durante una riunione della delegazione che presiedeva, il 3 luglio 1961, e viene sepolto a Mercato Saraceno, nella tomba di famiglia.

Filippo Zappi a Mercato Saraceno

A Mercato Saraceno la memoria di Filippo Zappi è stata onorata intitolandogli una scuola media, al cui interno, nell'atrio, si trova il busto scolpito da Ilario Fioravanti e dedicato all'aviatore che, partito dalla piccola Mercato Saraceno, toccò il Polo Nord.

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