Misure anti-salmonella: uova crude e insaccati freschi al bando nei locali pubblici

L’ordinanza vieta la somministrazione di prodotti alimentari contenenti uova crude e non sottoposti, prima del consumo, a trattamento di cottura, e dall’altro raccomanda l’adeguata cottura di insaccati freschi

Fino al 30 settembre locali pubblici di Cesena (ma anche mense) non potranno più servire né cibi contenenti uova crude, né insaccati freschi che non siano stati cotti adeguatamente. Lo stabilisce un’ordinanza appena firmata dal sindaco Paolo Lucchi che fornisce precise indicazioni in materia ai locali di ristorazione pubblica e collettiva (ristoranti, mense, self service), agli alberghi e a tutti gli esercizi di ospitalità.

Da un lato, infatti, l’ordinanza vieta la somministrazione di prodotti alimentari contenenti uova crude e non sottoposti, prima del consumo, a trattamento di cottura,  e dall’altro raccomanda l’adeguata cottura di insaccati freschi. Il provvedimento  ha l’obiettivo di evitare casi infezione da salmonella, tenuto conto che nella stagione estiva il rischio è maggiore, che alcune categorie più fragili (come anziani, bambini piccoli, immunodepressi) se infettati rischiano  gravi conseguenze,  e che gli alimenti con uova crude e  gli insaccati risultano  frequentemente coinvolti in episodi di questo tipo.

Già da diversi anni  con l’arrivo dell’estate il Comune di Cesena adotta questa misura per le uova crude a cui, quest’anno si affianca anche l’attenzione per gli insaccati freschi: a dimostrare la sua efficacia una progressiva riduzione nel numero degli episodi di tossinfezione alimentare. Chi non si atterrà alle disposizioni contenute nell’ordinanza rischia un’ammenda o perfino l’arresto, così come prevede l’articolo 650 del Codice Penale.

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