Alzheimer, in Romagna ne soffrono in 12mila: "Importante una diagnosi precoce"

La direzione dell’Ausl Romagna ha avviato un percorso di valutazione e ricognizione degli attuali modelli di presa in carico delle persone affette da diagnosi di demenza

Nel territorio dell’Ausl Romagna risultano essere presenti circa 266.000 persone con più di 65 anni. Calcolando un'incidenza del 4,4% per la malattia di Alzheimer e dell'8% per il totale delle demenze, risultano presenti 21.500 persone affette da demenza, di cui 12.000 da malattia di Alzheimer. La direzione dell’Ausl Romagna ha avviato un percorso di valutazione e ricognizione degli attuali modelli di presa in carico delle persone affette da diagnosi di demenza all’interno del contesto aziendale al fine di dare piena attuazione alle indicazioni del Piano Regionale Demenze. I Centri Disturbi Cognitivi e Demenza (CDCD) rappresentano una realtà consolidata nel territorio aziendale, con un’articolazione nell’ambito di Rimini–Riccione, Forlì, Cesena, Ravenna, Faenza e Lugo.

I Centri Disturbi Cognitivi e Demenza, costituiscono il nucleo organizzativo dove, personale medico, infermieristico, assistenti sociali e psicologhe in possesso di particolari competenze specialistiche, attraverso idonee modalità di valutazioni multidisciplinari e in una logica di team, definiscono il progetto terapeutico assistenziale in condivisione con la persona e i suoi familiari. Nell'area romagnola, alla strategia farmacologica, da molti anni si affianca un’attività di supporto psicologico per pazienti e familiari, incontri informativi rivolti alla popolazione generale ed un articolato programma di stimolazione cognitiva che consente di qualificare ulteriormente il percorso in favore della persona. Di particolare rilievo risultano essere i molteplici interventi promossi dalle Associazioni di Volontariato del territorio romagnolo che hanno accolto favorevolmente l’esigenza aziendale di poter condividere un percorso di lavoro fortemente integrato al fine di valorizzare le esperienze presenti sui singoli territori ed estenderle su base aziendale. Il lavoro di rete e la capacità di costruire relazioni efficaci promuovono una maggiore capacità di risposta ai bisogni personalizzati dei singoli pazienti.

Spiega la referente CDCD Cesena Susanna Malagù: “Effettuare una diagnosi precoce ed accurata rappresenta il presupposto fondamentale per indirizzare il paziente verso il percorso terapeutico, farmacologico e non, più indicato ed utile alla sua condizione. Esistono infatti molti tipi di demenze e la loro differenziazione non sempre appare semplice ed immediata. Spesso pertanto è necessario mettere in campo non solo gli strumenti che utilizziamo abitualmente e che conservano anche oggi la loro validità (inquadramento clinico attraverso l’ascolto del paziente e dei familiari, valutazione neuropsicologica più o meno estesa, neuroimaging morfologico con TAC e/o Risonanza Magnetica dell’encefalo), ma anche nuove e più sofisticate metodiche (neuroimaging funzionale con PET encefalo con diversi traccianti, esami laboratoristici complessi su siero e liquor). Solo attraverso il loro utilizzo combinato, quando è necessario, è possibile pensare di interferire favorevolmente sul decorso di malattia, creando i presupposti di maggiore efficacia delle terapie a disposizione”.

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