Ristorante sul Tevere, per i Verdi va demolito: "E' abusivo"

Sull'ormai annosa vicenda del ristorante abusivo costruito esattamente sopra al corso del Tevere a poco più di 100 metri dalla sorgente, interviene la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo

Foto di repertorio

Sull’ormai annosa vicenda del ristorante abusivo costruito esattamente sopra al corso del Tevere a poco più di 100 metri dalla sorgente, interviene la consigliera regionale dei Verdi Gabriella Meo : “Mi dispiace di non essere assolutamente d’accordo con il mio collega Tiziano Alessandrini quando chiede alla Regione di sospendere il provvedimento di demolizione coatta del ristorante abusivo sul Tevere a Ocri di Verghereto per valutare altre soluzioni. L’unica soluzione accettabile per questo caso che dura da anni è il ripristino della legalità con la demolizione dell’immobile abusivo.”

“Del resto, che i vari condoni edilizi emanati dai diversi Governi Berlusconi non abbiano sanato un bel nulla – continua la consigliera Meo – è dimostrato dal fatto che nel 1999 l’Autorità di bacino del Tevere ha classificato la zona come ad alto rischio idrogeologico, scelta poi riconfermata col Piano di bacino del Tevere del 2006, e che quindi la concessione demaniale dell’area già da allora non poteva essere rinnovata. Perché il corso del Tevere, come quello di tutti i fiumi italiani, appartiene al demanio fluviale che da diversi anni è in capo alle Regioni.”

“In seguito – prosegue Meo – il proprietario del ristorante ha avuto modo di opporsi in tutte le sedi della giustizia amministrativa all’ordinanza di demolizione della Regione e ha sempre perso. Ordinanza che la Regione, in un eccesso di cautela, ha emanato per due volte e che il Tar ha sempre confermato, fino ad arrivare oggi all’inevitabile demolizione.”

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“A questo punto il mio auspicio – conclude l’esponente ecologista – che non riguarda il caso in questione, ma vale per il futuro, è che il prossimo Governo non replichi il malcostume, tutto italiano, dei condoni edilizi. Questo sì dovrebbe far gridare allo scandalo, non il ripristino della legalità a tutela dell’ambiente.”

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