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Volantinaggio di Articolo 1, la Lega attacca: "Sostengono le elite mondialiste"

Antonella Celletti, responsabile Enti locali Romagna della Lega, e Andrea Cintorino, Segretario Provinciale della Lega Forlì-Cesena, commentano i contenuti dei volantini distribuiti da Articolo Uno

“I pochi esponenti di Articolo Uno non la raccontano giusta. Si spacciano, come tutta la pseudo sinistra, per i campioni della difesa dalla mala pianta del razzismo. Ma non lo sono. La loro crociata è solo ideologica e procede frammentariamente, a seconda del colore del governo. Non importa quali eventi ci siano in ballo: tratte di schiavi con obbrobriose attività di lucro, progetti di sostituzione etnica o di sovvertimento delle società pianificati in centri di potere transnazionali, invasioni programmate dal rinnovato espansionismo islamico. Ad Articolo1, come agli altri gruppi radical, va tutto bene, non importa capire e distinguere. L’unico interesse è annichilire chi non accetta di essere asservito al regime autoritario del politicamente corretto, di cui sono i nuovi chierici". Antonella Celletti, responsabile Enti locali Romagna della Lega, e Andrea Cintorino, Segretario Provinciale della Lega Forlì-Cesena, commentano i contenuti dei volantini distribuiti da Articolo Uno a Cesena.

“Il politicamente corretto è l’ideologia inventata dalle elite progressiste per imporre egemonicamente le proprie politiche alle altre fasce di popolazione, bollando inappellabilmente chi non si adegua. Non a caso, questa è la religione di chi ha smarrito la lotta di classe per approdare nella nuova epopea dei ‘migranti’, coloro che, nella nota visione cosmopolita e ibridizzante, dovrebbero rimpiazzare le ’vecchie’ realtà nazionali. Ed ecco perché, avendo questo obiettivo di sovvertimento dell’esistente, c’è bisogno anche del politicamente corretto per annichilire coscienze e identità - affermano le esponenti del Carroccio -. Per cui diventa automaticamente razzista, fascista, omofobo, e altro ancora a seconda del caso, chiunque, per esempio, utilizzi parole messe al bando dai nuovi depositari della ‘verità’ o predisponga regole che tutelino il paese dall’immigrazionismo selvaggio. Tutte accuse il più delle volte non provate e senza fondamento. Ma che ripetute ossessivamente dalla stampa mainstream e da soggetti della politica, della cultura e del mondo dello spettacolo, progressisti per opportunismo o ideologismo, puntano a zittire le persone, timorose di essere censurate moralmente. Insomma, non c’è nulla di eticamente nobile nella crociata multiculturale e transnazionale di questa nuova sinistra progressista. Anzi. Paradossalmente, i loro nuovi nemici sono le classi lavoratrici per cui un tempo si battevano. Quelle fasce di lavoratori che, votando democraticamente, si sono rivoltati contro la superegemonia di elite internazionali, chiedendo di poter riappropriarsi delle decisioni che li riguardano, della propria identità e del proprio sistema di valori. Se questo è ‘razzismo’, ma non lo è, ci dicano i sostenitori di Articolo Uno come intendono appellare il nuovo autoritarismo di cui sono portatori”.


 

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