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Vicenda Sapro, il M5S: "L'amministrazione deve chiarire sul debito bancario"

l Movimento 5 Stelle interviene sulla sentenza del processo Sapro, definendola "pesante, che cade come un macigno sulla gestione allegra della società minimizzata più volte in varie sedi istituzionali"

"La giustizia penale sta facendo, seppur lentamente, il suo corso. I disonesti saranno puniti così come chi non ha vigilato mentre avrebbe dovuto. Il caso del malaffare locale più importante, che ha visto intrecciati loschi affari tra pubblico e privato, grazie al gran lavoro d'indagine della Guardia di Finanza, ha visto venerdì il suo epilogo con la sentenza di primo grado". Il Movimento 5 Stelle interviene sulla sentenza del processo Sapro, definendola "pesante, che cade come un macigno sulla gestione allegra della società minimizzata più volte in varie sedi istituzionali (commissioni e consigli) dagli amministratori cesenati che erano proprietari di Sapro".

Nell'attesa che vengano rese pubbliche le motivazioni il M5S di Cesena esprime comunque "due ulteriori preoccupazioni in merito dalla vicenda". La prima: "In relazione all'enorme debito bancario, circa 80 milioni di euro, che grava sulla società fallita come e quanto garantisce il Comune di Cesena? - si chiedono i pentastellati -. Quali saranno, nei prossimi anni le implicazioni di questa vicenda sui bilanci comunali? Quanto grava e graverà questo debito sul sistema bancario locale?". Per il M5S "occorrono da parte dell'amministrazione approfonditi e esaurienti chiarimenti che non tarderemo a richiedere nelle opportune sedi".

La seconda: "Richiederemo poi ulteriori spiegazioni sul perché l'amministrazione si sia astenuta dall'effettuare qualunque tipo di controllo a tutela dell'ente, arrivando addirittura a portare in consiglio comunale, nel pieno della crisi fallimentare di Sapro, una delibera che proponeva di ricapitalizzare la società per un milione di euro. Ci chiediamo inoltre perchè il sindaco Lucchi abbia nominato un avvocato di parte per seguire il processo, ma si sia rifiutato di costituirsi parte civile (scelta tra l'altro rivendicata ieri in un comunicato scandaloso e delirante) al fine di recuperare i capitali investiti. In tutta questa vicenda, che come approccio assomiglia molto alla vicenda dei Gessi, par quasi che l'amministrazione comunale abbia deliberatamente voltato lo sguardo da un'altra parte".

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