Viadotto Kennedy, Sirotti Gaudenzi (FI): "Controllare anche le scuole"

“A seguito di quanto accaduto a Genova, con il catastrofico crollo del ponte Morandi, ritengo che non si debba attendere altro tempo, ma al contrario che sia necessario correre ai ripari"

“A seguito di quanto accaduto a Genova, con il catastrofico crollo del ponte Morandi, ritengo che non si debba attendere altro tempo, ma al contrario che sia necessario correre ai ripari. Da giorni nella nostra realtà si parla delle condizioni del Viadotto Kennedy che appaiono essere alquanto precarie. L'evidente stato di degrado alla struttura portante evidenzia, infatti, diverse infiltrazioni che ne minano la solidità stessa. È da diverso tempo che il problema è stato sollevato e la cosa sorprendente è che l'amministrazione comunale abbia assicurato che i controlli effettuati nel 2016 e le successive prove di carico svolte nel 2017 non abbiano evidenziato problematiche particolari. Ora, tutto d'un tratto, si decide di intervenire entro il 2019 a causa di "travi che poggiano sul pilone". Tuttavia quello che più mi stranisce è che il progetto venga presentato come una mera "riqualificazione dell'intero viadotto" volta alla realizzazione, peraltro, di una pista ciclopedonale su entrambi i lati del ponte”: è la presa di posizione polemica di Enrico Sirotti Gaudenzi, esponente di Forza Italia a Cesena.

“Il Sindaco e l'assessore ai lavori pubblici ed alla mobilità a tal proposito hanno affermato che con l'approvazione del progetto andranno a rispondere a due importanti esigenze: mettere mano alla struttura in cemento armato e realizzare una doppia pista ciclabile.  Bene, l'amministrazione comunale forse non sa che la pista ciclopedonale non può farci dimenticare la pericolosità del tratto sul quale tutti noi cittadini, quasi quotidianamente, transitiamo, peraltro ubicato in vicinanza di un importante comprensorio scolastico”, continua la nota.

“Nulla togliendo all'importanza della realizzazione della pista ciclabile, opera di urbanizzazione assolutamente apprezzabile, ritengo che nell'immediatezza la primaria ed improrogabile esigenza da affrontare con assoluta priorità sulle altre e sulla quale concentrarsi sia esclusivamente, quella della messa in sicurezza del cavalcavia! Tuttavia il viadotto Kennedy non è l'unica struttura a rischio presente nella nostra città. Vengono, infatti, annoverate fra le  opere pubbliche necessarie di pronto intervento il ponte in via Melona; il ponte di via San Giorgio; il ponte di via Mariana; il ponte di via Calabria e le opere idrauliche in via Montale, come evidenziato dalle stesse segnalazioni effettuate dal Comune dopo che il Ministero ha invitato i Comuni italiani ad individuare e verificare in tempi celeri le condizioni delle opere pubbliche di propria competenza. Quello che mi chiedo è cosa si sarebbe riscontrato nella nostra realtà se il Ministero ci avesse offerto più tempo dal momento che in un arco temporale piuttosto ristretto sono state individuate così tante strutture necessarie di pronto intervento!  Ricordo, inoltre, che il nostro territorio cesenate è attraversato in parte dalla E45, una arteria caratterizzata da continui e ininterrotti lavori di manutenzione, che ha visto e vede oltre a numerosissimi incidenti anche il crollo di una porzione d'asfalto tra le uscite di Pieve Santo Stefano sud e Pieve Santo Stefano nord, in direzione Cesena. Oltre a tale crollo, che ha creato una voragine lunga diversi metri, i piloni di sostegno della curva di Collestrada, sotto stati segnalati da numerosi cittadini per lo stato di degrado in cui si trovano. Anche se i tratti sopra citati non sono di competenza del territorio cesenate, per il tratto della E45 che attraversa Cesena sarebbe opportuno effettuare dettagliate verifiche (giungono infatti segnalazioni da parte dei cittadini sullo stato di degrado della tratta che attraversando la nostra città conduce fino a Ravenna) anche se, a quanto pare, l'amministrazione comunale al momento si è preoccupata principalmente di richiedere all'ANAS l'installazione di pannelli fonoassorbenti vicino alle case.  Non dobbiamo, infine, dimenticare gli edifici scolastici che a breve ospiteranno nuovamente i nostri figli. L'Anp (l'Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici della Scuola) ha lamentato che una scuola su quattro in Italia ha una "manutenzione inadeguata e solo il 3% è in ottimo stato di manutenzione . Inoltre, il 23% delle scuole presenta uno stato di manutenzione del tutto inadeguato". Non a caso sono già stati messi in cantiere numerosi progetti per la messa in sicurezza di diversi istituti scolastici...basteranno?
 

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