Viabilità sull'E45, Baccini al governo: "Problemi tecnici ed economici irrisolti"

"Ci sono almeno tre criticità sulle quali – queste le parole del Sindaco di Bagno di Romagna – serve un intervento immediato del Governo"

Torna a scrivere agli esponenti del Governo il Sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini per sollecitare l’intervento su una serie di problemi irrisolti connessi alla viabilità sulla E45. 

"Torno a scrivere per segnalare l’urgente necessità di intervento su una serie di problemi irrisolti, che potrebbero pregiudicare la positiva definizione delle gravi e diverse questioni connesse alla viabilità sulla E45, fatte emergere dal sequestro del Ponte Puleto.  Purtroppo, il tono delle parole utilizzate non è enfatico, ma intende rappresentare in modo drammaticamente realistico una serie di problemi che, se non affrontati in via immediata, urgente, coordinata e concreta, rischiano di ripercuotersi nuovamente sulle comunità dei territori dell’asta della E45, tra Emilia-Romagna e Toscana, che hanno già subito i danni economici e sociali conseguenti al sequestro del Ponte Puleto.  Per maggior chiarezza operativa, senza tornare a descrivere antefatti, circostanze, conseguenze e contingenze che  dovrebbero essere noti a tutti, mi permetto di riassumere solo quelle criticità sulle quali serve un intervento immediato del Governo, sia in via diretta per quanto di propria competenza e potere, sia in forma di coordinamento e vigilanza con gli Enti interessati e competenti: 

- Ex-3bis Tiberina: permane il problema di una totale riapertura della “vecchia strada” di collegamento tra Pieve Santo-Stefano e Verghereto. Dopo averne segnalato in tutte le sedi ed occasioni la necessità strategica di una riapertura ed aver ricevuto rassicurazioni di interventi risolutivi dai vari rappresentanti del governo e da quelli di Anas – e ciò anche all’ultimo tavolo istituzionale alla presenza del Vice- Ministro Cancelleri – emerge oggi che l’ipotizzato intervento per € 2,5 mln. riguarderebbe solo il tratto toscano, lasciando “scoperto” di risorse e interventi quello romagnolo. Oltre ad essere una novità rispetto a quanto fino ad oggi si è discusso nei vari tavoli, una simile situazione è inaccettabile quanto assurda. Al riguardo, ciò che diventa urgente è la convocazione di un tavolo istituzionale da parte del Ministero delle Infrastrutture con Anas e i Sindaci dei Comuni interessati per dirimere definitivamente la questione e garantire che il cantiere avrà ad oggetto l’intero tratto della Ex- 3bis Tiberina tra Pieve Santo Stefano e Verghereto".

"- Misure di sostegno al reddito per chiusura della strada SS 3 bis Tiberina E45: il Decreto Crescita del 30 aprile 2019 ha previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro, che sostanzialmente non potranno essere utilizzati a causa delle condizioni di riconoscimento dei contributi indicate nel medesimo. Il Decreto, infatti, prevede che possano accedere alle risorse i lavoratori del settore privato, compreso quello agricolo, titolari di rapporti di collaborazione continuata e continuativa, di agenzia e di rappresentanza commerciale, di lavoratori autonomi, compresi i titolari di attività di impresa e professionali, che si sono trovati impossibilitati a esercitare o hanno dovuto sospendere la propria attività a causa della chiusura della E45. Come abbiamo rilevato ad ogni occasione, già al tavolo del 5 marzo che si è tenuto presso il Ministero del Lavoro e poi insieme alla Regione Emilia-Romagna durante il lavoro di concertazione per la ripartizione delle risorse con le altre due regioni Toscana ed Umbria, i criteri indicati rendono lo stanziamento sostanzialmente inutile, in quanto dal medesimo rimangono fuori tutte le attività produttive, che invece rappresentano il comparto che ha subito il danno maggiore dalle problematiche connesse alla viabilità. Nessuna azienda ha sospeso o interrotto la propria attività, e questo per esclusiva necessità di non rinunciare ad una fetta di mercato o di non uscire dal circuito commerciale, ma ciononostante ha subito ingenti danni collegati a maggiori costi di trasporto e logistici, minori commesse. Basti considerare che la Camera di Commercio della Romagna ha stimato a consuntivo in € 27 mln i danni al solo comparto dell’autotrasporto ed in € 2,5 quelli al settore turistico. Il carattere illogico dei criteri indicati nel decreto, per lo più, emerge anche dalla circostanza, evidenziata anch’essa in tutte le sedi ed occasioni, che i lavoratori ed i liberi professionisti sono quelli che hanno subito un impatto minore grazie alla riapertura ai mezzi leggeri dopo un mese dal sequestro del Ponte Puleto, tanto che i danni a carico di questa categoria possono essere stimati in poche migliaia di euro. Pertanto, diventa fondamentale rivedere la destinazione del finanziamento previsto attraverso la revisione dei criteri o una diversa interpretazione autentica degli stessi, che consenta l’accesso alle imprese – senza vincolo di interruzione o sospensione dell’attività – ai contributi economici previsti".

 "- Interruzione della SP 137 Verghereto-Bagno di Romagna: in riferimento alla viabilità alternativa strategica alla E45 e di collegamento tra Emilia-Romagna e Toscana esiste un altro grave problema, già segnalato, ma irrisolto. La SP 137 è stata travolta da una frana di dimensioni eccezionali che ne ha determinato l’interruzione. Si tratta della stessa strada che rappresenta la viabilità alternativa strategica alla E45, con tutti i rischi connessi all’interruzione tra Toscana ed Emilia-Romagna in caso di incidenti o problemi sulla E45. Anche questo tema è stato oggetto dell’ultimo tavolo istituzionale alla presenza del Vice-Ministro Cancelleri, ma ad oggi il cantiere è interrotto e d’altra parte un intervento di ripristino di tal portata non può essere delegato alla Provincia, necessitando invece di un intervento diretto e chiaro del Governo centrale. Al riguardo, si rende necessario un intervento in urgenza per lo stanziamento di fondi sufficienti a risolvere il problema al più tardi entro l’anno in corso". 

"Su queste tre questioni ad oggi irrisolte è necessario e non più rinviabile un’azione da parte dei ministeri competenti, che sia tale da dirimere ognuna di esse con celerità e fermezza di volontà e risorse. D’altra parte, si tratta di problemi gestibili e risolvibili con un minimo di responsabilità, impegno, regia e disponibilità, ma che non possiamo affrontare da soli.  In questo senso, mi preme segnalare che la mia segnalazione non è una protesta polemica, ma - tutt’altro - il veicolo di un “grido” di allarme di chi si sente il peso della gestione di un territorio già difficile e non vuole assistere ad una simile situazione con le mani in mano, cercando di alzare il livello di responsabilità degli Enti competenti per evitare che una problematica annunciata si trasformi in una nuova “odissea” con effetti drammatici come quelli vissuti in occasione del sequestro del Ponte Puleto. Alla luce di quanto sopra, pertanto, attendo cortesemente la convocazione di un tavolo istituzionale per affrontare le questioni segnalate, con soluzioni praticabili e concrete". 

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