Via libera alla legge regionale sulla partecipazione alle politiche europee

Una soddisfatta Lia Montalti, relatrice della Legge, commenta in maniera positiva il voto

Informare, partecipare e proporre. Sono queste le parole d’ordine della nuova norma regionale sulla partecipazione dell’Emilia-Romagna alle politiche europee, approvata martedì. Una soddisfatta Lia Montalti, relatrice della Legge, commenta in maniera positiva il voto: “La Legge appena approvata ha una duplice funzione: da una parte introduce strumenti di promozione della cittadinanza europea, a partire delle giovani generazioni, attraverso specifici progetti di scuole, mondo dell’associazionismo e dei Comuni, dall’altra mira a garantire la più efficace partecipazione da parte della Regione nei confronti della formazione ed attuazione delle politiche e delle norme europee”.

Le modifiche alla Legge 16/2008, non riguardano solo i meccanismi partecipativi, ma hanno l’obiettivo di rafforzare modalità e strumenti per intervenire nei processi decisionali delle politiche europee, dando voce e veicolando le istanze che provengono dal territorio. “La partecipazione dell’Emilia-Romagna alle politiche europee non nasce oggi, pensiamo infatti che per far funzionare l’Europa si debba essere presenti e propositivi. Questo a differenza di chi predilige all’impegno i facili slogan - continua Montalti -. Un esempio concreto è l’azione che la nostra Regione sta portando avanti, insieme alle altre regioni europee dell’Alleanza per la Coesione, difendendo a Bruxelles le politiche di coesione e la politica agricola comune, ovvero quei fondi europei che sono risorse strategiche per il territorio e per settori fondamentali della nostra economia come l’agricoltura”.

L'esponente dem ricorda anche che è stato particolarmente importante discutere e approvare questa legge alla vigilia della Festa dell’Europa del 9 maggio. “Una riforma come questa può rappresentare una risposta concreta per superare l’idea di una Europa da “subire” . conclude -, rilanciando un nuovo protagonismo delle istituzioni locali, delle persone e dei territori. Questa è l’unica strada che abbiamo per poter colmare la distanza che si è andata creando tra i cittadini europei e Bruxelles”.

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