Verso le elezioni, Lattuca: "Coalizione di centro-sinistra pronta entro Natale"

Il percorso di "Immagina Cesena" va avanti spedito. A confermarlo è Enzo Lattuca, candidato sindaco del Pd, che in questi giorni sta avendo molti incontri e contatti

Il percorso di "Immagina Cesena" va avanti spedito. A confermarlo è Enzo Lattuca, candidato sindaco del Pd, che in questi giorni sta avendo molti incontri e contatti per allargare la coalizione di centrosinistra che correrà alle elezioni del 2019. "Dico solo che sono ottimista - ha spiegato Lattuca - stiamo parlando sia con i partiti più a sinistra che quelli al centro, tra cui i Socialisti, i Repubblicani, i Popolari e le liste civiche. E per ora l'esito è positivo. Ci sono più convergenze di quello che si può immaginare. Eppoi stiamo incontrando gli universitari, gli imprenditori, i cittadini in genere. Se ci sarà la voglia di esserci e partecipare non escludo che si possa anche pensare a una lista civica che unisca gli interessi e la volontà per immaginare una Cesena del futuro insieme a noi".

I tempi? "Prima di Natale spero di formalizzare la coalizione, ma potrebbe essere anche più avanti. E comunque - continua Lattuca - c'è tempo fino alla primavera per mettere a punto condivisioni di idee e nuove partecipazioni. Sulle liste, lasciamo ovviamente ampia libertà. Anzi, l'identità di ognuno è importante che venga valorizzata soprattutto in ambito comunale". Lattuca poi è passato a presentare l'incontro che "Immagina Cesena" terrà lunedì 3 dicembre alle 20,45 alla sede del quartiere Cesuola in via Ivo Giovannini 22 (Ponte Abbadesse) per parlare di Welfare insieme al'assessore regionale Elisabetta Gualmini. 

"Il welfare dei prossimi decenni andrà pensato tenendo conto del sempre maggiore invecchiamento della nostra popolazione - ha spiegato Lattuca - nel nostro territorio gli over 65 già oggi sono quasi il doppio di bambini e ragazzi (0-14 anni): 28.730 i primi, 15.371 i secondi. Significa che per 100 ragazzini ci sono 190 nonni. Come per l'indice di dipendenza. Per 100 persone che lavorano a Cesena, 60 sono a carico (o non lavorano più o sono troppo giovani o sono in cerca di lavoro). Per quanto riguarda gli anziani noi pensiamo sia fondamentale ottenere nuove strutture che possano prendersi cura delle persone non più autonome. E le possibilità sono due: o chiedere al privato o chiedere il convenzionamento con la Regione. Ma non si può fare solo questo. Bisognerà anche pensare alle case famiglie, agli appartamenti protetti, a situazioni meno costose sia per la comunità che per le famiglie ma capaci di mantenere standard qualitativi alti. Allo stesso tempo servirà pensare a nuovi servizi per l’infanzia - continua Lattuca - dando nuove risposte alle necessità delle famiglie di oggi, in cui quasi sempre lavorano entrambi i genitori. La svolta secondo me potrebbe essere quella di pensare alla scuola per l'infanzia come una scuola già obbligatoria e quindi pubblica. I genitori, quindi, dovrebbero pagare solo il pasto. Abbiamo fatto qualche conto e pensiamo che questa sia una spesa che il Comune di Cesena, ma soprattutto la comunità cesenate, possa prendersi in carico. Deve passare l'idea che la scuola dell'infanzia venga vissuta come un servizio universalizzato, uguale a quello della scuola elementare". 

Un discorso a parte Lattuca l'ha riservato alla sanità. "Il nuovo ospedale di Cesena è un grande lascito da parte dell'attuale amministrazione, è una risorsa molto importante per il nostro territorio che va amministrata e governata con lungimiranza ed efficacia. Quindi penso che si debba in primo luogo puntare sulla difesa delle professionalità del Bufalini, professionalità che oggi sento un po' scontente e, spesso, anche umiliate. Va ripreso il dialogo con loro. Non è una critica al processo di integrazione tra le Asl romagnole, anzi, penso che sia da difendere e da portare avanti, ma forse bisogna correggere alcuni passaggi fatti in questi anni. Per esempio l'Emodinamica H24 secondo me deve averla anche l'ospedale di Cesena, perché un ospedale che ha la vocazione all'emergenza come il nostro non può non intervenire nel caso di infarto. Altre cose, invece, frutto dell'integrazione vanno molto bene. Quello che voglio dire è che bisogna mantenere alto l'ascolto delle professionalità all'interno dell'ospedale perché sono loro che fanno la nostra sanità".  

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