Intervista a Lattuca: "Io candidato? Vedremo. Ma intanto discutiamo: tante le novità da governare"

La sua iniziativa "Immagina Cesena" ha increspato le acque piatte della politica locale. Appena tre mesi fa, infatti, su quelle stesse acque si era abbattuta la tempesta del 4 marzo scorso

La sua iniziativa "Immagina Cesena" ha increspato le acque piatte della politica locale. Appena tre mesi fa, infatti, su quelle stesse acque si era abbattuta la tempesta delle elezioni del 4 marzo scorso, che ha radicalmente alterato gli equilibri politici in Italia. Ed Enzo Lattuca, deputato cesenate uscente del Partito Democratico (e che ha rinunciato alla corsa per il bis in Parlamento) non ha atteso molto per agitarle di nuovo, ponendo sul tappeto il tema di una nuova proposta politica di centro-sinistra che guardi al "dopo-Lucchi", dal momento che il prossimo anno si chiude il decennio che ha visto come dominus della politica cittadina l'attuale sindaco.

Alcuni piccole formazioni politiche hanno già avviato un percorso programmatico di questo tipo, ma non è un mistero che i partiti maggiori avrebbero rinviato volentieri a dopo l'estate tale passaggio, un po' per raccogliere le forze dopo la batosta elettorale, un po' in attesa che si diradino le nebbie della politica nazionale e si delinei con chiarezza "chi sta con chi". Lattuca ha invece bruciato i tempi e questo lo ha posto, a detta di molti, in una posizione di potenziale candidato sindaco, prendendo il pallino del gioco in mano con un'iniziativa che non portava il simbolo del Pd.

Lattuca, con 'Immagina Cesena' di giovedì scorso ha tirato un sasso nello stagno, portando diversi soggetti politici ad uscire allo scoperto, per collocarsi o ricollocarsi. Che conclusioni trae dal dibattito degli ultimi giorni?

“Tengo a precisare che non voleva essere una serata in cui si raccontava un programma, tanto meno una candidatura. Mi piace l'immagine del 'sasso nello stagno', che però è arrivato in un dibattito che era già in corso. Mi premeva di più che il 'sasso nello stagno' arrivasse alla mia parte politica. La risposta è stata positiva in termini di idee, non ci sono ancora risposte ai nuovi bisogni, ma è stato inaugurato un percorso, nel rispetto reciproco delle diverse posizioni anche rispetto all'attuale amministrazione”.

Quali sono le urgenze che pone in questo dibattito?

“Sicuramente le urgenze sociali, con gli anziani al primo posto, ed anche le politiche per l'infanzia e l'integrazione. Ci sono importanti cambiamenti demografici da affrontare. Sottolineo inoltre che i servizi sociali possono anche portare un vantaggio in termini di lavoro, dal momento che in questo campo non è in corso la sostituzione della macchina. La seconda sfida è su un'idea di sviluppo economico realmente sostenibile per l'ambiente”.

Lei ha utilizzato il termine “esaurita” per indicare la visione che ha guidato il governo della città fino ad ora. Si riferiva alla conclusione dell'esperienza amministrativa di Lucchi?

“No, mi riferisco ad una visione che ha dato i suoi frutti e che è stata partorita 30-40 anni fa. C'è poi la chiusura di un ciclo istituzionale di Lucchi, questo è un passaggio e come tutti i passaggi va gestito anche nei suoi aspetti problematici. Per una nuova visione, invece, dico che non si possono alzare barriere di fronte alle novità, ma che queste vanno governate nei problemi che possono causare”.

Invia quindi un messaggio al Pd...

“Il Pd ha già avviato un suo percorso di riflessione, al quale ho e continuerò ad avere il piacere di partecipare. Il Pd deve trovare lo spazio per un'elaborazione autonoma di una propria proposta politica, poi con quella si dovrà confrontare in un campo più largo e trovare una sintesi con altri soggetti politici. Ma in questa fase è importante che sviluppi idee e visioni per il futuro del Pd, e che non siano necessariamente sovrapposte a quelle dell'amministrazione comunale, dal momento che questa affronta contingenze e problematiche di natura diversa. Quindi una proposta autonoma anche rispetto a chi amministra, anche se ovviamente non deve essere contrapposta, se no non sarebbe un problema dall'altra parte”.

Lei ai tempi ha assunto una posizione critica rispetto alla segreteria di Matteo Renzi, tanto da non considerasi un “uomo per tutte le stagioni” e rinunciare ad una ricandidatura in Parlamento. Questo la mette in una posizione di forza, oggi, con i nuovi equilibri politici in Italia?

“Ho cercato di mantenere ottimi rapporti con le altre forze politiche e mi confronto con tutti. Ritengo che la partecipazione debba essere aperta e plurale. Ma l'unica cosa che non voglio fare è guardare indietro, magari dicendo 'Alla fine avevo ragione io'. Si deve prendere atto che divisioni e conflitti non hanno portato niente, né al Pd, né agli altri partiti. L'importante non è guardare indietro, ma non commettere gli stessi errori del passato”.

Con la sua iniziativa inevitabilmente si mette nell'agone politico con il ruolo del potenziale candidato sindaco. Ne è consapevole?

“Sì, ma poi vedremo. Come ho già detto non è questo il tempo delle candidature. E' tempo di iniziare un confronto ampio, aprirsi ai cittadini e alle energie civiche per la città. Il resto lo vedremo dopo l'estate, quando si formalizzeranno progetti e candidati. Si deciderà assieme. Se poi ci saranno più candidature, continuo a ritenere che non ci sia strada migliore che le primarie”.

Un'ultima cosa. Come sono i suoi rapporti con Paolo Lucchi?

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“Ho ottimi rapporti con Paolo Lucchi da tutti i punti di vista. Dialoghiamo, ci confrontiamo, non sempre siamo d'accordo e ce lo diciamo apertamente. Tutti questi li considero elementi per qualificare un buon rapporto”. 

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