Verande della discordia, il Pd: "Chi sbaglia paga"

"È opportuno partire da una considerazione, che è squisitamente politica: anche oggi abbiamo assistito ad una sorta di “tiro al piccione” su Sindaco e Assessore. Sport evidentemente facile e senza dubbio di bella presa, ma anche una presa di posizione banalmente superficiale, in quanto gli atti su cui incardina la controversia legale risalgono al 2002"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

"Il percorso giudiziario che vede opposti il Comune di Cesena e la società Al Monte relativo alla vicenda del ristorante I Gessi ancora non si è concluso. Quella di venerdì infatti non era l'ultimo grado di giudizio. Non a caso nella lettera inviata ai Consiglieri comunali per comunicare la sentenza della Corte d'Appello, Sindaco e Assessori hanno ricordato come, alla lettura delle motivazioni, si valuterà l'eventuale ricorso.

Quel su cui però in questa fase è importante concentrarsi non è tanto il lato giudiziario della vicenda – per il quale nessuno ha la totalità degli elementi per esprimere giudizi, in quanto non si hanno in mano i documenti processuali, sebbene qualcuno non abbia resistito alla tentazione di pontificare – ma avviare qualche riflessione politica su quanto fin qui avvenuto e su quelli che potrebbero essere gli scenari futuri.

È opportuno partire da una considerazione, che è squisitamente politica: anche oggi abbiamo assistito ad una sorta di “tiro al piccione” su Sindaco e Assessore. Sport evidentemente facile e senza dubbio di bella presa, ma anche una presa di posizione banalmente superficiale, in quanto gli atti su cui incardina la controversia legale risalgono al 2002. Ben prima quindi dell'insediamento di questa Giunta. Così come precedenti sono i cambiamenti normativi apportati al Regolamento Edilizio e le indagini della magistratura sulle cosiddette autorizzazioni temporanee.

All'atto del suo insediamento, nel giugno 2009, questa Amministrazione si è trovata a gestire una situazione già determinata, nella quale era necessario trovare un quadro d'insieme che, nel pieno rispetto delle normative sovra ordinate, salvaguardasse quanti più pubblici esercizi possibili fra quelli coinvolti. Con questo obiettivo è nata la commissione speciale verande, dai cui lavori ampi, trasversali e partecipati sono scaturite due azioni normative importanti, approvate dal Consiglio comunale: la modifica del Regolamento di occupazione di suolo pubblico e la variante al Piano Regolatore.

C'è però un altro aspetto, che riguarda il futuro, su cui preme soffermarsi: proprio alla luce della scansione temporale sopra descritta, come gruppo Pd riteniamo assolutamente pertinente l'intenzione espressa dall'Amministrazione di avviare, in caso di condanna definitiva del Comune, una azione di rivalsa nei confronti di chi si rese responsabile degli atti eventualmente ritenuti illegittimi. Si tratta di una presa di posizione chiara e netta, che noi condividiamo, in quanto la responsabilità è una cosa giusta da assumersi quando vi è, ma è altrettanto giusto allocarla ai diretti interessati qualora ne vengano accertati i comportamenti illegittimi. È una questione di chiarezza, trasparenza e onestà nei confronti dei cittadini, e su questo è giusto non transigere. Anche noi stiamo con chi dice: “Chi sbaglia paga”!"

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