Vandelli (Uil): "La sicurezza è una priorità della qualità della vita"

Queste le parole di Ugo Vandelli, referente per la sicurezza Uil Cesena

"A Cesena servono delle risposte più efficaci al bisogno di sicurezza? E’ questo uno dei temi che si fa largo nel dibattito politico - che sgomita - in vista delle prossime elezioni amministrative. Per la Uil - il sindacato dei cittadini - la sicurezza è una priorità della qualità della vita su cui la gente legittimamente confida". All'indomani della pubblicazione del Sole 24 Ore dell'annuale rendiconto sulla criminalità, che vede la provincia di Forlì-Cesena al 30esimo posto, interviene Ugo Vandelli, referente per la sicurezza Uil Cesena.

"Tra i nostri obiettivi vi è la salvaguardia, la tutela e la promozione di detto bene - prosegue il sindacalista -. Per questo motivo si ritiene che chi è preposto a prevenire ed affrontare le problematiche relative all’ordine pubblico deve essere attento ai segnali d’allarme e alle legittime richieste che provengono dalla gente e dai loro rappresentanti. Premesso ciò, Cesena è una città tranquilla? La delinquenza, tutto sommato, è un fenomeno marginale, così come viene affermato da qualche vertice istituzionale? Se così fosse la Uil si chiede perché proviene da una parte consistente di cittadini - esasperati dai continui reati subiti - la richiesta di maggiore controllo del territorio. In particolare le richieste riguardano la periferia cesenate, evidenziando più attenzione nelle ore serali-notturne".

"Nel merito preoccupa la crescente ondata di furti, vera e propria piaga per il nostro territorio, che ci colloca come provincia Forlì-Cesena al 22esimo posto nella classifica nazionale con 8702 denunce - continua Vandelli -. Più nello specifico al 17esimo posto per i furti nelle abitazioni con 1858 denunce e all’ottavo posto per quelli negli esercizi commerciali con 936 denunce. Ovviamente manca una parte rilevante di cittadini che per svariati motivi non ritiene di ricorrere alla denuncia. Tra la gente, oramai esasperata, si fa sempre più concreta l’ipotesi - pericolosa - del “fai da te” o del “farsi giustizia da sé”. A nostro parere le soluzioni da attuare in tempo reale potrebbero essere: attivare un tavolo che affronti con progettualità questa perenne emergenza sicurezza; un migliore coordinamento tra le varie forze dell’ordine messe in campo; il ripianamento degli organici in provincia, nonché il riequilibrio delle forze di polizia tra Forlì e Cesena. Altro punto da non sottovalutare la funzione del poliziotto e/o carabiniere di quartiere. Dati alla mano il servizio da tempo ha cambiato destinazione d’uso. Infatti, il personale assegnato, oramai ridotto all’osso, dopo che si è guadagnato la fiducia ed il rispetto delle fasce più deboli e dei commercianti, viene costantemente distolto da tale prioritario impiego e utilizzato per ogni altra esigenza, anche al di fuori da quelle che sono le proprie funzioni".

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