Mercoledì, 17 Luglio 2024
Politica

Valore e Città, Progetto Liberale: "Il caso Sapro non ha insegnato nulla"

"Che la società fosse stata creata principalmente per aggirare il Patto di Stabilità era evidente, e lo dicemmo già alla sua nascita", evidenziano gli esponenti di Progetto Liberale

"Le dimissioni di gran parte degli amministratori della società di proprietà comunale Valore e Città sono un segnale di allarme evidente di una situazione che richiama alla mente altri casi clamorosi, come la vicenda del crack Sapro". E' quanto affermano Stefano Angeli e Ugo Vandelli, Progetto Liberale Cesena. "Che la società fosse stata creata principalmente per aggirare il Patto di Stabilità era evidente, e lo dicemmo già alla sua nascita", evidenziano gli esponenti di Progetto Liberale.

"La vendita di beni immobili da parte del comune ad una società di sua totale proprietà era una partita di giro che faceva risultare a bilancio un utile fittizio, mentre le eventuali perdite della società stessa restavano pubbliche, ma non entravano nella contabilità comunale soggetta al patto - continuano Angeli e Vandelli -. Un metodo furbo per far quadrare i conti che ricorda, anzi che copia pari pari, i provvedimenti di “finanza creativa” inventati dall’ex ministro Giulio Tremonti. La finanza di Tremonti non ha portato nulla di buono all’Italia, così come temiamo anche questi tentativi di imitazione siano destinati a fare a Cesena".

"In realtà una società che gestisca le vendite immobiliari del comune per snellirne le lungaggini burocratiche può essere utile, ma avergli conferito beni per una valore assolutamente superiore a quello che il mercato poteva assorbire è stato un rischio molto grosso, e questo devono averlo capito i membri del consiglio d'amministrazione che, forse memori del destino occorso ai membri del consiglio di Sapro, hanno deciso di rassegnare le dimissioni in massa", proseguono Angeli e Vandelli.

"L’unico modo per rendere funzionale una società come Valore e Città, infatti, è quello di conferirgli beni poco per volta e in proporzione a ciò che riesce a vendere, con molta oculatezza e facendo precedere le operazioni da analisi del mercato che evitino alla società stessa esposizioni eccessive e rischi di insolvenza - concludono da Progetto Liberale Cesena -. Anche perché poi il conto da pagare è sempre del contribuente".

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