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Una Cesena per quali cittadini nel 2040? Il Pd traccia la sua città ideale in vista del Piano Urbanistico

Un percorso condiviso con i circoli cesenati e gli iscritti al Pd ha portato alla stesura di un documento di oltre 20 pagine con l'individuazione di quattro pilastri su cui fondare la città del futuro, la Cesena del 2040.

Un percorso condiviso con i circoli cesenati e gli iscritti al Pd ha portato alla stesura di un documento di oltre 20 pagine con l'individuazione di quattro pilastri su cui fondare la città del futuro, la Cesena del 2040. E' questo il contributo che, dopo vari incontri e somministrazione di questionari, il Partito Democratico ha voluto apportare alla concretizzazione del Pug, il nuovo Piano Urbanistico Generale che andrà, per l'appunto, a progettare una Cesena futura. I pilastri su cui si basa sono quattro: Urbanistica e sostegno dell'abitare, Sanità e servizi sociali, Ambiente e mobilità sostenibile, Lavoro e istruzione.

"Prima di tutto abbiamo cercato di rispondere alla domanda "Una città per chi?" - spiega il segretario comunale del Partito Democratico Lorenzo Plumari - L'andamento demografico negativo di questi anni, con la punta del 2020, preoccupa parecchio e ci fa capire che nel 2040 probabilmente avremo una città con più di un quarto della popolazione sopra i 70 anni. Quindi va pensata una città con particolari strutture e spazi. Sicuramente andrà incrementata la risposta alla domanda degli asili nido e bisognerà pensare a politiche per le famiglie proprio per incentivare una rinnovata natalità. Poi si dovrà pensare ai nuovi bisogni delle persone con più di 70 anni".

Ma del vecchio Prg, voluto e pensato sempre dagli amministratori del Pd, che ne è stato. Una gran parte non è stata realizzata, si è lavorato tanto alla progettazione e poi nulla. Si deve considerare un fallimento? "No non è un fallimento il Prg  - spiega Filippo Rossini, capogruppo del Pd in Consiglio Comunale - Dobbiamo ricordare che siamo passati attraverso crisi economiche notevoli, abbiamo cambiato valori e modi di guardare la realtà. Sono cambiate le esigenze. Ora ci sono nuovi condizioni per pensare allo sviluppo della città. Le condizioni che c'erano nel 2000 non ci sono più. Quando si amministra con lo sguardo in avanti si sa che c'è il rischio di non prenderci sempre. Quindi io direi che il vecchio Prg non è fallimentare". 

Queste le proposte nel dettaglio punto per punto.

Urbanistica e sostegno all'abitare

Servono più case perché se nel 2000 si poteva pensare che l'economia, da sola, desse una risposta alle esigenze abitative delle persone, ora non è più così. Chi non ha stipendio o vive in condizioni di povertà necessita di un'abitazione e questa è una risposta che il Comune deve dare. Poi andranno rigenerate intere aree residenziali, sia con la manutenzione che con la sostituzione dell'esistente. Le periferie non dovranno nemmeno più chiamarsi così, la città sarà uno spazio unico, collegato con infrastrutture verdi e percorsi sostenibili. Serve, poi, riutilizzare gli spazi abbandonati per riqualificare ogni metro quadrato della città. Il Pd pensa alla riqualificazione della zona Stazione, degli edifici scolastici e del polo scolastico della stazione, alla valorizzazione delle aree sportive (progetto Cesena Sport City), alla riqualificazione degli spazi urbani (progetto Tre piazze, Ex Roverella) e al recupero dei poli culturali cittadini, San Biagio, Palazzo Guidi, Nuova Pinacoteca della Città. Serviranno inoltre nuove forme di mobilità e per questo andrà rivalorizzato il ruolo delle stazioni come nodi di interscambio dei diversi sistemi di traffico e trasporto; andrà migliorato il collegamento verso la zona “mare” (sia in direzione Cervia che Cesenatico), attraverso l’adeguamento e il potenziamento di alcune strade esistenti; andrà realizzato il Lotto Zero e andranno incentivate nuove forme di mobilità, con una modifica delle abitudini che potrebbero portare anche a scelte coraggiose, e fino ad ora impensabili, una su tutte la trasformazione della Via Emilia urbana in una strada a zona 30 con piste ciclabili e marciapiedi percorribili da tutti in piena sicurezza.

Sanità e servizi sociali

La città del futuro ha il dovere di rigenerare lo spirito di iniziativa e il senso profondo di appartenenza alla comunità. Ad esempio, valutando in modo serio l’importanza di proporre agli anziani attività all’aperto in giardini o orti collettivi. I luoghi della città nuova devono essere pensati affinché i cittadini abbiano la concreta possibilità di manifestare e vedere ascoltato il loro disagio e il loro bisogno di cure, dove siano promossi stili di vita sani. La città nuova dovrà favorire un incontro precoce e consapevole dei bisogni dei cittadini attraverso luoghi integrati della salute e diffusi sul territorio, all’interno dei quali, professionisti di varia natura possano farsi carico del bisogno e riorientarlo al meglio ai servizi della città. Allo stesso tempo la città nuova dovrà deve essere dotata di una adeguata e diffusa rete di servizi di cura domiciliare, semiresidenziale e residenziale per la presa in carico delle malattie croniche e delle disabilità.
La Cesena del futuro per quanto riguarda sanità e servizi ha una grande opportunità: il nuovo Ospedale di Cesena, il quale non potrà che essere un A&E Hospital (Accident and Emergency Hospital): dai traumi agli ictus agli infarti cardiaci. Il nuovo ospedale dovrà essere quindi altamente tecnologico, come la moderna Medicina richiede, in cui c’è il trattamento per le patologie “tempo-dipendenti”. Per quanto riguarda il vecchio Bufalini esistono varie proposte, e noi siamo convinti che debba continuare ad avere una vocazione sanitaria. Alla luce dei recenti avvenimenti sul piano sanitario si potrebbero destinare alcuni spazi di ricovero ad eventuali calamità ed altri invece con ospedalità “brevi” a disposizione dei medici di medicina generale con possibilità di ricovero e presa in carico dei propri pazienti per percorsi rapidi di diagnostica e cura.

Ambiente e mobilità sostenibile

L'obiettivo è una città sempre più green. Qualche esempio? Estendere le zone pedonalizzate e limitate alla circolazione dei mezzi pubblici e  quelle a velocità e, allo stesso tempo, aumentare i parcheggi di scambio e adottare livelli adeguati di costo orario dei parcheggi a pagamento. Aumentare gli investimenti per le infrastrutture acquedottistiche, fognarie e depurative. Favorire ed estendere la pratica del riutilizzo – assicurando adeguati standard di qualità – delle acque in uscita dai trattamenti della depurazione, nonché delle acque meteoriche; affrontare il dissesto idrogeologico con una programmazione e una gestione del territorio aggiornata al nuovo contesto climatico, incrementando la permeabilità delle superfici urbane, prevedendo aree di assorbimento naturale e migliorando le reti di drenaggio urbano. Rivalutazione del piano delle acque, partendo con un puntuale monitoraggio della situazione esistente del Savio con il suo Parco (6 km lungo l’ansa che attraversa la città) ma anche del Cesuola, del Rio Donegallia, del Rio Marano e del Pisciatello, con l’obiettivo di valutarne le attuali condizioni, la corretta regimentazione e la crescente valorizzazione delle rive per promuovere la sensibilità dei cittadini verso i corsi d’acqua. Promuovere, ionoltre, in collaborazione con Università e altri centri specializzati, iniziative di formazione e di supporto all’occupazione di giovani in lavori verdi; Realizzare partnership pubblico-private e altre forme di accordo che valorizzino la responsabilità sociale delle imprese nel concorso al miglioramento delle città e dei territori che le ospitano, rendendo visibili le loro azioni e i loro contributi finanziari; supportare le start-up innovative per progetti e interventi della green city. Di grande importante è anche la realizzazione di un’alleanza virtuosa tra ambiente e sport. Valorizzare i numerosi spazi verdi della città, dal percorso dei Gessi al percorso lungo il Fiume Savio, passando per il parco Ippodromo e il parco per Fabio. Nella nostra città sono oltre 2 milioni i mq (2.204.045) di superficie verde da custodire, pari a oltre 550 spazi verdi.


Lavoro e Istruzione

La progettazione del territorio risulterebbe incompleta se trascurasse il potenziale sviluppo economico e le sue ricadute sugli spazi produttivi. L’obiettivo è quello di far affluire nuova ricchezza sul territorio a partire da contesti economici esterni, stimolando con politiche puntuali l’insediamento di determinate attività produttive che siano in grado di coniugare innovazione, possibilità di sviluppo e qualità del lavoro. Partendo dalla vocazione per la produzione e lavorazione dei prodotti agricoli che vorremmo rimanessero un tratto distintivo di Cesena, è interessante sviluppare l'ambito spostando il focus sulle aziende innovative in ambito di servizi agricoli e soprattutto su quelle attive nell’automazione dei processi produttivi in campo agroalimentare. Un ulteriore settore a cui guardiamo con interesse per Cesena è quello biomedicale. Il corso di laurea in Ingegneria Biomedica, radicato nella nostra città, e i nuovi corsi magistrali di specializzazione e i laboratori, così come la concomitante presenza del Nuovo Ospedale di Cesena con infrastrutture all’avanguardia, potranno rappresentare un forte richiamo per investitori del settore.  Un peso non trascurabile avranno poi i poli della logistica già attivi sul territorio. La favorevole posizione geografica, già nota agli addetti ai lavori, grazie all’E45 e all’A14, dovrà essere sfruttata per incrementare gli investimenti legati a questo settore. L’azione politica dovrà essere orientata a recuperare gli spazi produttivi in disuso così da limitare quanto più possibile il consumo di suolo agricolo, favorire le espansioni aziendali in lotti immediatamente limitrofi alla sede produttiva, concentrare i nuovi insediamenti in aree specifiche per evitare il frazionamento di esse sul territorio e garantire una continuità del tessuto produttivo, ciò permetterà una migliore concentrazione dei servizi che la città potrà offrire a lavoratori e aziende.



 

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