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Nuove strategie per il turismo, si guarda a un sistema con Rimini e Ravenna

Con una delibera il Consiglio Provinciale ha approvato le linee strategiche e i criteri di accesso ai finanziamenti contenuti nel Programma Turistico di Promozione Locale (PTPL)

Con una delibera il Consiglio Provinciale ha approvato le linee strategiche e i criteri di accesso ai finanziamenti contenuti nel Programma Turistico di Promozione Locale (PTPL). La normativa regionale, infatti, delega alle Province l’esercizio delle funzioni amministrative relative alla programmazione turistica locale, attraverso l’approvazione, sulla base delle direttive regionali e sentiti i Comuni, del PTPL che definisce le priorità degli interventi per lo sviluppo e la promozione a carattere locale e le eventuali iniziative di promozione e valorizzazione dei territori e delle destinazioni turistiche. La stessa normativa stabilisce che tale programma debba essere preceduto dall'approvazione, sentiti i Comuni, di un atto d'indirizzo, appunto le Linee Strategiche. Nelle linee guida si indicano i criteri per l’ammissibilità a finanziamento dei progetti relativi ai servizi turistici di base, delle iniziative di intrattenimento e animazione turistica e delle iniziative di promozione turistica.

Ha presentato la delibere l’assessore alle Attività economiche e turismo Denis Merloni: “La principale novità in campo turistico è che abbiamo inviato le lettere di disimpegno della Provincia dalle Unioni di Prodotto. L’incerta posizione delle Province ci hanno spinto a questa scelta, illustrandola preventivamente all’assessore regionale. Per quanto ci riguarda con questa scelta sono maturi i tempi per introdurre forti novità. Le novità globali sul mercato del turismo ci consigliano di riorganizzare la politica turistica su base territoriale e non più sulle unioni di prodotto. Dovremo essere in grado di organizzare un sistema con Rimini e Ravenna. In questo modo ci potremmo affrancare da delle logiche che non sempre ci hanno visto protagonisti. E’ una occasione vera per presentarci a livello internazionale con una visibilità autonoma. Questo presuppone un grande salto, rendendo protagonisti gli operatori turistici a creare valore aggiunto per tutto il territorio. Questa è la vera opportunità per qualificare il nostro sistema turistico. Questa discussione è già stata avviata anche a livello regionale, e sarà considerata nella revisione radicale della legge regionale sul turismo. Dobbiamo rimetterci in gioco: non si venderanno più le terme dell’Emilia-Romagna, o l’Appennino emiliano-romagnolo o la Riviera dell’Emilia-Romagna, ma la Romagna in tutti i suoi aspetti”.
La delibera è stata approvata da Pd, Idv, Gruppo Misto, PdL, Udc, astenuti Lega Nord e Rifondazione Comunista.
 
E’ intervenuto per primo il capogruppo del PdL Stefano Gagliardi: “Per 9 anni abbiamo chiesto la diminuzione degli assessori, la diminuzione delle partecipazioni nelle società esterne e l’uscita dalle Unioni di Prodotto: finalmente vediamo realizzati uno dopo l’altro i nostri intenti, peccato che queste scelte arrivino per spending review e non per una strategia politica. Mi chiedo se oggi la legge regionale, vecchia di 15 anni, è ancora in grado di intercettare turisti e portarli in Emilia-Romagna. Mi domando se questa battaglia sulle unioni di prodotto la intraprendiamo da soli o se siamo in compagnia, altrimenti verremo massacrati. C’è un’intesa  in area romagnola o siamo ancora ai ‘sì, però…’?”.
 
Quindi l’intervento di Francesco Billi, consigliere della Lega Nord: “Ci asterremo fiduciosi. Ma bisogna dire che c’è difficoltà a condividere le strategie turistiche in Romagna. Finalmente si arriva a vedere un’ipotesi di scambio tra i territori romagnoli. La speranza è che tale scelta dia risultati, bisogna far dialogare i diversi ambiti del turismo e della cultura. Da sempre i territori hanno cercato di esprimere le proprie vocazioni incontrando ottusità mentale a livello regionale”.
 
E’ intervenuta Maria Grazia Bartolomei, capogruppo dell’Udc: “Condivido la scelta dell’assessore di spingere sull’acceleratore del brand ‘Romagna’ che è quello conosciuto nel mondo, riconoscendo che Rimini riveste un ruolo di primo piano in questo. Attenzione però a non chiuderci in modo non ponderato solo in questa dimensione. Di fronte alla potenza di fuoco di altri Paesi che ci hanno abbondantemente superati, non dimentichiamoci di utilizzare tutte le potenzialità possibili. Comunque resta una scelta positiva, come quella dello scorso anno di ridurre gli interventi a pioggia, perché con le piccole azioni a volte si ottengono piccoli risultati”.
 
L’intervento di Gabriele Borghetti, consigliere Pd: “E’ un PTPL di svolta rispetto a quello degli scorsi anni. La legge regionale è da rivedere, è stata fatta 15 anni e fa riferimento ad un turismo di quel periodo: Non c’erano paesi emergenti del turismo, il turismo era più stabile nei flussi. Non ci dobbiamo porre solo come Romagna, ma come Romagna-Italia, perché da lontano così siamo visti. Dobbiamo porci come un’area disposta sulle grandi direttrici dei movimenti turistici, che è la tratta Venezia, Firenze, Roma. Serve un cambio di strategia: questo PTPL si pone in questa direzione, pur essendo uno strumento di programmazione transitorio”.

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