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Martedì, 16 Agosto 2022
Politica

Trasferire il Macfrut? La Lega: "Lucchi obbedisce agli ordini del partito"

"Invece di spingere l'acceleratore su quella che ad oggi è la perla delle manifestazioni fieristiche cesenati, il Sindaco Lucchi "prende atto" di un verdetto elitario partorito in fretta e furia"

"41 espositori su un totale di 342. Solo il 12% circa degli espositori italiani direttamente coinvolti ha partecipato all'incontro inusuale di lunedì scorso per mettere la parola fine all'esperienza fieristica cesenate. Di questi 41, 32 hanno scelto Bologna come la panacea fieristica di tutti i mali, a discapito ancora una volta di Cesena e con il benestare dell'Amministrazione Lucchi che obbedisce fedele alle logiche di partito”: arriva anche la critica della Lega Nord sulla proposta di spostamento del Macfrut dal 2015 a Bologna.

“Sembra una barzelletta - commenta il Segretario leghista romagnolo Jacopo Morrone -: aumentano gli espositori (italiani ed esteri) rispetto alla passata edizione, schizza l'indotto che supera i 30 milioni di euro amplificandone i benefici per addetti ai lavori e semplici cittadini e invece di spingere l'acceleratore su quella che ad oggi è la perla delle manifestazioni fieristiche cesenati, il Sindaco Lucchi "prende atto" di un verdetto elitario partorito in fretta e furia da chi evidentemente non conosce la storica vocazione agroalimentare del comprensorio cesenate" .

“Fa sorridere anche che Lucchi ci voglia propinare la pillola digestiva del mantenimento della ”testa pensante" del Macfrut a Cesena mentre il corpo espositivo migra altrove...un paragone azzardato in termini di introiti e soprattutto un'amara operazione linguistica che cerca di mascherare un danno inestimabile per Cesena e dintorni. Mi piacerebbe poi sapere chi sono questi 32 espositori, se rappresentano realtà produttive cesenati o perlomeno romagnole, se sono stati informati in maniera esaustiva o se in quale modo sono stati indirizzati verso l'uscita più facile, se anche a loro – come ad altri protagonisti cesenati del settore – sta a cuore l'indotto economico occupazionale del nostro territorio o se piuttosto rappresentano una piccola fetta delle imprese protagoniste di Macfrut a cui va a genio il trasferimento bolognese.”

“Un sorta di asta pilotata quella consumatasi in queste settimane per svendere la perla fieristica cesenate al capoluogo bolognese”- conclude Morrone - "un teatrino della sinistra che si è presa pure la briga di imbastire un incontro frettoloso svoltosi all'oscuro delle associazioni di categoria e dei produttori del territorio che – alla pari di espositori e vertici fieristici – meritano di giocarsi questa partita e trattenere l'eccellenza fieristica ortofrutticola – nata e sviluppatasi nei padiglioni cesenati – a casa propria ."

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