"Tassa sul morto", la Lega: "Si cancelli subito questo assurdo balzello"

È questa la richiesta di Jacopo Morrone, segretario della Lega Nord Romagna, e Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale del Carroccio

"La cosiddetta ‘tassa sulla salma’ deve essere cancellata: si tratta infatti di un ulteriore balzello improvvido e punitivo imposto alle famiglie romagnole residenti in centri sprovvisti di un obitorio comunale". È questa la richiesta di Jacopo Morrone, segretario della Lega Nord Romagna, e Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale del Carroccio, che ha rivolto un’interrogazione a questo proposito all’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi.

“Nei giorni scorsi - aggiungono - ci era arrivata questa notizia, poi confermata dai media, di un’ulteriore stangata che colpisce indistintamente le famiglie in situazioni già dolorose e che trasforma l’Asl unica della Romagna e, di conseguenza, la Regione, in esosi gabellieri che sfruttano anche i morti. Non sappiamo se i Comuni ne fossero o meno al corrente, ma è evidente che anche le amministrazioni locali sono impreparate ad affrontare il problema e che a rimetterci siano sempre i cittadini".

Segue quindi "la richiesta alla Giunta Bonaccini di rivedere quanto stabilito dai vertici aziendali, anche per evitare possibili aggravi alle famiglie e alle stesse strutture ospedaliere nel caso in cui corrisponda al vero la notizia che la tassa non deve essere corrisposta dalle famiglie dei deceduti in ospedale, ma solo da quelle di persone decedute nella propria abitazione e poi trasferite per le procedure successive nell’obitorio dell’ospedale. In questo caso, infatti, le famiglie di pazienti curati in casa propria in fase terminale potrebbero richiederne il ricovero urgente, che certamente non potrebbe essere rifiutato, causando notevoli disagi al malato e ai famigliari oltre che problemi alla struttura sanitaria".

Gli esponenti del Carroccio commentano anche la lettera dei sindaci: "E' vuota di contenuti, tanto è l’intento celebrativo nei confronti dell’Azienda. I troppi elogi gratuiti annullano, di fatto, l’obiettivo dei sindaci che perdono di vista la realtà. La sanità romagnola è senz’altro fatta di eccellenze, ma presenta anche tanti angoli bui, sacche di inefficienze da correggere, liste di attesa ancora lunghissime soprattutto in certe realtà, costi proibitivi e tagli di servizi e una burocratizzazione asfissiante per molte procedure che tutti conosciamo (e subiamo). E certamente i primi cittadini guadagnerebbero in credibilità se si impegnassero sul riconoscimento e sulla risoluzione di questi problemi, piuttosto che in operazioni di marketing pro Asl Unica".

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